Articoli marcati con tag ‘roma’

Su Luciano D’Alfonso Gad Lerner ha sbagliato

giovedì, 5 febbraio 2009

Quante falsità ho sentito e letto in queste settimane su Luciano D’Alfonso. Tra le tante anche giudizi senza senso che colpevolizzano un politico di grande caratura umana e intellettuale. I giornalisti che vivono a Roma e pensano di descrivere ciò che accade nel nostro Paese con i loro criteri e le loro lenti fanno un danno al grande patrimonio di personale politico che ogni giorno è sul campo di battaglia a dare risposte ai cittadini. Scrivere può anche essere un esercizio facile. Amministrare significa ben altro. E solo chi amministra sa cosa cosa significa lavorare 14 ore al giorno per i problemi della comunità di riferimento e a favore del proprio territorio. Luciano D’Alfonso è uno di questi politici (non molti, a onor del vero, ma ce ne sono) che ha speso gran parte della sua vita al servizio degli altri, nonostante abbia 42 anni. Leggere il blog di Gad Lerner mi ha letteralmente sconcertato. Lui solleva anche un problema serio e condivisibile: quello del doppio incarico. Ma c’è anche chi ne ha uno solo e fa male. Eppoi, nessuno dice niente degli insegnanti degli istituti tecnici superiori che il pomeriggio lavorano nel proprio studio e progettano? Io penso che quelle persone facciano male il proprio mestiere, che è quello di insegnare. Anche quello è immorale. Come è immorale chi ha il potere e non lo esercita. Quindi non diciamo sciocchezze, per favore! Io credo che se una persona è capace, ha consenso, poi deve utilizzare le sue doti per produrre fatti. Esattamente quello che ha rappresentato e rappresenta Luciano D’Alfonso. E i pescaresi lo sanno, parlo dei cittadini, che hanno visto una città nuova e più accogliente, dinamica e aperta al mondo, con una identità aperta alla contaminazione dei popoli e delle culture europee precisa. Eppoi come si fa a giudicare Luciano D’Alfonso se non si vive nel contesto in cui lui opera e ha operato? Per carità, anche lui ha commesso errori, ma contano i numeri. Caro Gad Lerner, io La stimo molto. Ma questa volta Lei ha commesso una grande imprudenza, pensando che attaccare il PD attraverso ciò che è accaduto a D’Alfonso, possa produrre qualcosa. Se Lei fosse venuto in Abruzzo e quindi a Pescara e avesse confrontato le Sue idee con qualche cittadino pescarese magari oggi potevamo leggere qualcosa di diverso.

Sul federalismo ho apprezzato l’UDC, per niente il PD

venerdì, 23 gennaio 2009

Questa volta Casini ha fatto centro. Il Partito Democratico ha dimostrato invece ancora una volta di avere una posizione incomprensibile. Ieri il disegno di legge della riforma federalista ha ottenuto il voto favorevole del Senato, con 156 sì, 6 contrari e 108 astenuti. La posizione assunta da partito centrista questa volta mi ha convinto di più. Spiegando nei particolari i punti del provvedimento sui quali l’UDC ha le maggiori riserve, Casini ha paventato “il rischio della moltiplicazione dei centri di spesa, la confusione sul riparto delle competenze, la penalizzazione del mezzogiorno, la mancata soluzione del problema di Roma Capitale”. E poi il problema, non secondario, delle risorse. E’ vero che il federalismo “è un congegno ad alta complessità tecnica”. Ma per capirci qualcosa bisogna attendere, una volta approvato definitivamente il testo, i decreti attuativi. Altra domanda lecita: la riforma rispetterà l’unità e la solidarietà tra le aree del Paese? Il timore di Casini è fondato. I rischi dei costi ci sono. In Francia e in Spagna, il decentramento fiscale ha fatto crescere le imposte locali più di quanto diminuissero quelle centrali. Ma il caso più importante e significativo è quello del Belgio. Lì la fase iniziale del federalismo ha contribuito in grande misura al dissesto finanziario prima di Maastricht. Si discute anche dell’accorpamento dei comuni. In uno studio dell’Ocse, scritto dall’economista esperta di questioni italiane, Alexandra Bibbee, si nota che la dimensione media dei nostri Comuni è troppo piccola per permettere una gestione efficente dei servizi erogati. L’ideale sarebbe dimezzarne il numero. Per non parlare poi della mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Insomma, in tempi di crisi, la scelta del federalismo, non mi sembra molto responsabile. E l’astensione del PD mi ha imbarazzato molto, perchè semplicemente non ha senso. Sulla politica, il tema vero è: quale è la vera anima di questo benedetto partito?