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	<title>FrancescoPiccirilli.it &#187; pd</title>
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	<description>A Lanciano i giovani avranno un&#039;identità</description>
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		<title>Assemblea Provinciale Giovani Democratici Chieti</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 09:40:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 
 
Care democratiche, cari democratici,
è convocata l&#8217;Assemblea Provinciale dei Gd per lunedì 18 ottobre 2010 alle ore 20 a CHIETI presso la sede del Coordinamento Provinciale in Via Madonna degli Angeli per discutere dei seguenti punti all&#8217;odg:
1. Conclusione della Scuola di Formazione Politica &#8211; Sabato 30 ottobre 2010 a Vasto e organizzazione della seconda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em><strong> </strong></em></div>
<div><em> </em></div>
<div><em>Care democratiche, cari democratici,<br />
è convocata l&#8217;Assemblea Provinciale dei Gd per <strong><span style="text-decoration: underline;">lunedì 18 ottobre 2010 alle ore 20</span></strong> a <strong>CHIETI</strong> presso la sede del Coordinamento Provinciale in Via Madonna degli Angeli per discutere dei seguenti punti all&#8217;odg:</em></div>
<p>1. Conclusione della Scuola di Formazione Politica &#8211; Sabato 30 ottobre 2010 a Vasto e organizzazione della seconda edizione;<br />
2. Consegna di un questionario qualitativo per migliorare l&#8217;azione politica del movimento giovanile in Provincia di Chieti;<br />
3. Costituzione dei circoli: quadro riassuntivo e azioni positive da intraprendere;<br />
4. Organizzazione Seminario di approfondimento su Formazione Lavoro e Flessibilità;<br />
5. Foglio di informazione dei Giovani Democratici: confronto e proposte;<br />
6. Osservatorio antimafia (Relaziona Michael Lusi)<br />
7. Varie ed eventuali</p>
<p>Vi aspetto numerosi<br />
<strong>L&#8217;Assemblea è aperta alla partecipazione di tutti coloro che sono interessati.<br />
</strong>Saluti affettuosi</p>
<p>Francesco Piccirilli<br />
Segretario Provinciale Giovani Democratici</p>
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		<title>L&#8217;emozione della politica-Seminario di formazione</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 16:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 	Care democratiche, cari democratici,
vi invito ad iscrivervi al  seminario &#8220;L&#8217;emozione della politica&#8221; che si terrà il prossimo 20  novembre 2010 a Lanciano a cura del Dr. Gabriele Di Bucchianico.
L&#8217;iniziativa è promossa dalla Segreteria Provinciale dei Giovani Democratici.
Sono a vostra disposizione per ogni tipo di informazione.
Un abbraccio
Francesco Piccirilli 
L’emozione della politica
Una riflessione condivisa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<em>Care democratiche, cari democratici,<br />
vi invito ad iscrivervi al  seminario &#8220;L&#8217;emozione della politica&#8221; che si terrà il prossimo 20  novembre 2010 a Lanciano a cura del Dr. Gabriele Di Bucchianico.<br />
L&#8217;iniziativa è promossa dalla Segreteria Provinciale dei Giovani Democratici.<br />
Sono a vostra disposizione per ogni tipo di informazione.<br />
Un abbraccio</p>
<p>Francesco Piccirilli </em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">L’emozione della politica<br />
Una riflessione condivisa sul ruolo delle emozioni nella negoziazione politica</span></strong></p>
<p>Il dibattito politico riflette inesorabilmente i cambiamenti in atto della società di cui è espressione.<br />
Le  dinamiche della comunicazione in continua evoluzione, le  caratteristiche delle leadership di questi primi anni  10 del nuovo  millennio, contribuiscono a rendere più palesi alcuni aspetti del  processo negoziale finora poco considerati.<br />
Partendo dagli studi di  Roger Fisher e Daniel Shapiro, il seminario propone una riflessione sul  processo di negoziazione, analizzandone i passaggi caratteristici,  focalizzando l’attenzione su una tipologia di trattativa centrata sulla  comprensione delle emozioni piuttosto che sugli interessi fondati su  meri aspetti materiali.<br />
Il lavoro proposto consentirà ai partecipanti  di affinare le proprie capacità individuali nella fase di progettazione  del processo negoziale, consentendo un efficace lavoro preparatorio ed  un proficuo approccio, comprensivo del vissuto emotivo della parte  interlocutrice, anche in presenza di gruppi.</p>
<p><strong>Prima parte</strong><br />
L’azione politica come processo negoziale<br />
La comunicazione consapevole<br />
Le emozioni: potenti, presenti e difficili da maneggiare</p>
<p><em>Coffee break</em></p>
<p><strong>Seconda parte</strong><br />
Gli interessi fondamentali (concern)<br />
Istruzioni per l’uso</p>
<p><strong>Il seminario avrà inizio alle ore 15:00 e terminerà alle ore 20:00.</strong></p>
<p><strong>Il seminario è rivolto a massimo 20 persone.</p>
<p>Data:<br />
20 Novembre<br />
2010</p>
<p>Costo: Euro 40</p>
<p>Luogo: Lanciano<br />
C.so Trento e<br />
Trieste n° 46<br />
(3° Piano Sede<br />
D&#8217;Alessandro)</p>
<p>Docente:<br />
Dr. Gabriele<br />
Di Bucchianico<br />
(Formatore)</p>
<p>Info e Iscrizioni: Francesco Piccirilli 345.3737783 info@francescopiccirilli.it<br />
Le iscrizioni ed il versamento della quota dovranno pervenire entro e non oltre il 10 novembre.<br />
Al termine del seminario sarà consegnato l&#8217;attestato di partecipazione.</strong></p>
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		<title>Assemblea Provinciale Giovani Democratici</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:37:33 +0000</pubDate>
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Carissime/i,
è convocata l&#8217;Assemblea Provinciale dei Giovani Democratici della Provincia di Chieti il giorno giovedì 5 Novembre 2009 alle ore 17,30 presso la sede del PD di LANCIANO (CH) in Via del Verde n° 15.
Si tratta di una Assemblea aperta a tutti con il seguente ordine del giorno:
1) Elezioni Primarie: analisi dei risultati;
2) Scuola di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="GBThreadMessageRow_Image"><a class="GBThreadMessageRow_Image_Link" href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1611844832"><img class="UIProfileImage UIProfileImage_Large" src="http://profile.ak.fbcdn.net/v223/1669/88/q1611844832_6202.jpg"  alt="" / rel="lightbox[roadtrip]"><span style="color: #3b5998;"> </span></a></div>
<div class="GBThreadMessageRow_Main">
<div class="GBThreadMessageRow_Body">
<div class="GBThreadMessageRow_Body_Content">Carissime/i,<br />
è convocata <strong>l&#8217;Assemblea Provinciale dei Giovani Democratici della Provincia di Chieti</strong> il giorno <strong>giovedì 5 Novembre 2009 alle ore 17,30</strong> presso la <strong>sede del PD di LANCIANO (CH) in Via del Verde n° 15.<br />
</strong>Si tratta di una Assemblea aperta a tutti con il seguente ordine del giorno:</div>
<p>1) Elezioni Primarie: analisi dei risultati;<br />
2) Scuola di Formazione Politica: un primo bilancio;<br />
3) Realizzazione sito internet: contributi;<br />
4) Iniziative politiche da intraprendere;<br />
5) Costituzione circoli;<br />
6) Varie ed eventuali.</p>
<p>L&#8217;occasione è gradita per un confronto sulle attività da mettere in campo: auspico pertanto la più ampia partecipazione.<br />
Chiedo a tutte/i di estendere l&#8217;invito alle/agli amiche/amici.<br />
Non mancate.<br />
Con affetto</p>
<p><em>Francesco PICCIRILLI </em></div>
</div>
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		<title>Tiziano Treu a Cupello (Ch): &#8220;Il futuro è la Green Economy&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 09:16:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri sera nella Sala Consiliare del Comune di Cupello (Ch) il Partito Democratico ha discusso con amministratori, sindacati, associazioni, imprenditori e cittadini delle misure urgenti per combattere la crisi economica devastante. All&#8217;iniziativa ha preso parte l&#8217;ex Ministro del Lavoro del Governo Prodi, il Sen. Tiziano Treu. Insieme a lui sono intervenuti il Capogruppo del PD alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Ieri sera nella Sala Consiliare del Comune di Cupello (Ch) il Partito Democratico ha discusso con amministratori, sindacati, associazioni, imprenditori e cittadini delle misure urgenti per combattere la crisi economica devastante. All&#8217;iniziativa ha preso parte l&#8217;ex Ministro del Lavoro del Governo Prodi, il Sen. <strong>Tiziano Treu</strong>. Insieme a lui sono intervenuti il Capogruppo del PD alla Provincia, <strong>Camillo D&#8217;Amico</strong>, il Consigliere Provinciale <strong>Angelo Radica</strong>, il Sindaco di Cupello <strong>Angelo Pollutri</strong> ed il Segretario Regionale del PD, <strong>Silvio Paolucci</strong>. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Stiamo attraversando la terza fase della crisi economica &#8211; ha dichiarato <strong>Treu</strong> &#8211; dopo quella finanziaria e quella industriale. Siamo nel bel mezzo della crisi occupazionale. Sono 35 anni che mi occupo del mondo del lavoro ed una cosa del genere non l&#8217;ho mai vista. Una crisi molto grave, devastante in alcune zone del Paese. Non basta più la Cassa Integrazione, si sta esaurendo ed i tempi per ottenerla in deroga a volte sono lunghi &#8211; continua l&#8217;ex ministro &#8211;  Le aziende non tengono più e chiudono. Occorre una Riforma universale degli ammortizzatori sociali, come abbiamo suggerito al governo già due anni fa. Deve essere un diritto non solo per le imprese, ma anche per i lavoratori interinali. Eppoi la prospettiva sulla quale tutti dobbiamo concentrare i maggiori sforzi è la crescita dei Green Jobs, i cosiddetti lavori verdi. Abbiamo degli esempi da imitare: la Danimarca, ad esempio, produce il 25 % di economia verde&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Molto interessante l&#8217;intervento di <strong>Silvio Paolucci</strong>: &#8221; La nostra regione &#8211; ha dichiarato il Segretario regionale del PD - deve scommettere di più sul capitale umano, sociale e naturale attraverso interventi verticali ed orizzontali. Bisogna investire di più sulle tre Università, sui talenti, sulla creatività e sulla ricerca&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em></p>
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		<title>Su Luciano D&#8217;Alfonso Gad Lerner ha sbagliato</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 09:00:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	Quante falsità ho sentito e letto in queste settimane su Luciano D&#8217;Alfonso. Tra le tante anche giudizi senza senso che colpevolizzano un politico di grande caratura umana e intellettuale. I giornalisti che vivono a Roma e pensano di descrivere ciò che accade nel nostro Paese con i loro criteri e le loro lenti fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Quante falsità ho sentito e letto in queste settimane su Luciano D&#8217;Alfonso. Tra le tante anche giudizi senza senso che colpevolizzano un politico di grande caratura umana e intellettuale. I giornalisti che vivono a Roma e pensano di descrivere ciò che accade nel nostro Paese con i loro criteri e le loro lenti fanno un danno al grande patrimonio di personale politico che ogni giorno è sul campo di battaglia a dare risposte ai cittadini. Scrivere può anche essere un esercizio facile. Amministrare significa ben altro. E solo chi amministra sa cosa cosa significa lavorare 14 ore al giorno per i problemi della comunità di riferimento e a favore del proprio territorio. Luciano D&#8217;Alfonso è uno di questi politici (non molti, a onor del vero, ma ce ne sono) che ha speso gran parte della sua vita al servizio degli altri, nonostante abbia 42 anni. Leggere il blog di Gad Lerner mi ha letteralmente sconcertato. Lui solleva anche un problema serio e condivisibile: quello del doppio incarico. Ma c&#8217;è anche chi ne ha uno solo e fa male. Eppoi, nessuno dice niente degli insegnanti degli istituti tecnici superiori che il pomeriggio lavorano nel proprio studio e progettano? Io penso che quelle persone facciano male il proprio mestiere, che è quello di insegnare. Anche quello è immorale. Come è immorale chi ha il potere e non lo esercita. Quindi non diciamo sciocchezze, per favore! Io credo che se una persona è capace, ha consenso, poi deve utilizzare le sue doti per produrre fatti. Esattamente quello che ha rappresentato e rappresenta Luciano D&#8217;Alfonso. E i pescaresi lo sanno, parlo dei cittadini, che hanno visto una città nuova e più accogliente, dinamica e aperta al mondo, con una identità aperta alla contaminazione dei popoli e delle culture europee precisa. Eppoi come si fa a giudicare Luciano D&#8217;Alfonso se non si vive nel contesto in cui lui opera e ha operato? Per carità, anche lui ha commesso errori, ma contano i numeri. Caro Gad Lerner, io La stimo molto. Ma questa volta Lei ha commesso una grande imprudenza, pensando che attaccare il PD attraverso ciò che è accaduto a D&#8217;Alfonso, possa produrre qualcosa. Se Lei fosse venuto in Abruzzo e quindi a Pescara e avesse confrontato le Sue idee con qualche cittadino pescarese magari oggi potevamo leggere qualcosa di diverso.</p>
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		<title>Sul federalismo ho apprezzato l&#8217;UDC, per niente il PD</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 08:55:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa volta Casini ha fatto centro. Il Partito Democratico ha dimostrato invece ancora una volta di avere una posizione incomprensibile. Ieri il disegno di legge della riforma federalista ha ottenuto il voto favorevole del Senato, con 156 sì, 6 contrari e 108 astenuti. La posizione assunta da partito centrista questa volta mi ha convinto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questa volta Casini ha fatto centro. Il Partito Democratico ha dimostrato invece ancora una volta di avere una posizione incomprensibile. Ieri il disegno di legge della riforma federalista ha ottenuto il voto favorevole del Senato, con 156 sì, 6 contrari e 108 astenuti. La posizione assunta da partito centrista questa volta mi ha convinto di più. Spiegando nei particolari i punti del provvedimento sui quali l&#8217;UDC ha le maggiori riserve, Casini ha paventato &#8220;il rischio della moltiplicazione dei centri di spesa, la confusione sul riparto delle competenze, la penalizzazione del mezzogiorno, la mancata soluzione del problema di Roma Capitale&#8221;. E poi il problema, non secondario, delle risorse. E&#8217; vero che il federalismo &#8220;è un congegno ad alta complessità tecnica&#8221;. Ma per capirci qualcosa bisogna attendere, una volta approvato definitivamente il testo, i decreti attuativi. Altra domanda lecita: la riforma rispetterà l&#8217;unità e la solidarietà tra le aree del Paese? Il timore di Casini è fondato. I rischi dei costi ci sono. In Francia e in Spagna, il decentramento fiscale ha fatto crescere le imposte locali più di quanto diminuissero quelle centrali. Ma il caso più importante e significativo è quello del Belgio. Lì la fase iniziale del federalismo ha contribuito in grande misura al dissesto finanziario prima di Maastricht. Si discute anche dell&#8217;accorpamento dei comuni. In uno studio dell&#8217;Ocse, scritto dall&#8217;economista esperta di questioni italiane, Alexandra Bibbee, si nota che la dimensione media dei nostri Comuni è troppo piccola per permettere una gestione efficente dei servizi erogati. L&#8217;ideale sarebbe dimezzarne il numero. Per non parlare poi della mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Insomma, in tempi di crisi, la scelta del federalismo, non mi sembra molto responsabile. E l&#8217;astensione del PD mi ha imbarazzato molto, perchè semplicemente non ha senso. Sulla politica, il tema vero è: quale è la vera anima di questo benedetto partito?</p>
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		<title>Sulle primarie del contorsionista Walter D&#8217;Amario</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 09:09:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	Di seguito vi riporto il documento stilato dall&#8217;amico Walter D&#8217;Amario in cui chiede all&#8217;intera classe dirigente del Partito Democratico abruzzese di utilizzare sempre lo strumento delle primarie per la selezione delle candidature da sottoporre al giudizio della cittadinanza. Ho aderito da subito al suo invito mettendomi a disposizione, come sempre, per una battaglia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<strong>Di seguito vi riporto il documento stilato dall&#8217;amico Walter D&#8217;Amario in cui chiede all&#8217;intera classe dirigente del Partito Democratico abruzzese di utilizzare sempre lo strumento delle primarie per la selezione delle candidature da sottoporre al giudizio della cittadinanza. Ho aderito da subito al suo invito mettendomi a disposizione, come sempre, per una battaglia di grande valore politico. E&#8217; vero che le primarie sono contemplate nello Statuto Nazionale vigente e in quello regionale del PD (da approvare), ma le furberie sono sempre in agguato e chi aspira a scendere in campo dovrà fare i conti con persone che le regole non le hanno mai rispettate. Questo ovviamente vale ad ogni livello territoriale. Credo che questa sfida va lanciata e diffusa dentro i corpi sociali, nei luoghi di lavoro e di studio, nelle piazze e nelle assemblee dei circoli. Dopodichè caro Walter, dobbiamo avere il coraggio di entrare più in sintonia con la nostra generazione che a volte pensa che la politica sia una cosa che non la riguarda. Invece la politica incide e irrompe nella vita di tutti, attraverso le decisioni che vengono assunte nei luoghi delle istituzioni democratiche. Ora a Lanciano e nel comprensorio ci aspetta un duro lavoro, che spero insieme a tanti altri possiamo svolgere con la massima serenità che contraddistingue un gruppo di amici.<br />
</strong></p>
<p><em>Raccolta firme per l&#8217;adesione all&#8217;iniziativa &#8220;primarie sempre&#8221; tra i membri del Pd abruzzese</em></p>
<p><em>L&#8217;iniziativa ha come unico scopo la promozione delle primarie come strumento di selezione dei candidati Sindaci, Presidente della Provincia, Presidente Regionale e qualsivoglia candidatura (ad esempio: consigliere comunale, consigliere provinciale, consigliere comunale, deputato, senatore, ecc&#8230;).</em></p>
<p><em>Le ragioni che hanno condotto il nostro partito in questo stato comatoso, non vanno rintracciate esclusivamente nell&#8217;epilogo del Governo Regionale, quanto più nell&#8217;incapacità di concretizzare ciò che ci si era riproposti di fare. Avvenimento esploso palesemente nella nostra Regione rischia di debordare sul tutto il resto del paese.</em></p>
<p><em>Se la straordinaria ascesa del Pd è fondamentalmente legata all&#8217;utilizzo delle primarie e alla speranza che queste si pongano alla base del suo essere, ad oggi, non ha altro che disatteso questo proposito.</em></p>
<p><em>L&#8217;unica soluzione per sopravvivere è concretizzare lo spirito originario del Pd: le primarie sempre. Sancite nell&#8217;attuale Statuto nazionale del Pd, le primarie vanno estese e rese obbligatorie per ogni qualsivoglia candidatura.</em></p>
<p><em>La classe dirigente e ogni singolo aderente del Pd ha la responsabilità sul futuro del Pd, non solo abruzzese, ma anche nazionale. Infatti, da &#8220;zimbello&#8221; nazionale, c&#8217;è data l&#8217;occasione di risollevare la china diventando i fautori di una &#8220;rivoluzione&#8221; politica tanto attesa ed agognata dai cittadini.</em></p>
<p><em>Promuoveremo in tutte le sedi la nostra iniziativa con l&#8217;auspicio che sia inserita nello Statuto Regionale del partito.</em></p>
<p><em>E&#8217; un nostro preciso obiettivo quello di rendere palese, per ogni singolo membro, la propria posizione in merito alla &#8221; primarie&#8221;. Pertanto invitiamo tutti a aderire, considerando una mancata risposta come un diniego.</em></p>
<p><em>Per chiarezza verso gli aderenti al partito, ma soprattutto verso i cittadini che credono ancora nel Pd.</em></p>
<p><em>In democrazia, lo scettro è dei cittadini.</em></p>
<p><em>Cordialmente</em></p>
<p><em>Il Promotore</em></p>
<p><em>Walter D&#8217;Amario</em></p>
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		<title>Relazione di Michele Fina &#8211; Coordinatore Provinciale PD L&#8217;Aquila</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 16:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Relazione di Michele Fina &#8211; Coordinatore Provinciale PD L&#8217;Aquila


Relazione all&#8217;Assemblea Provinciale
21/07/2008
Cari democratici, cari amici,
ho introdotto tante riunioni nella mia esperienza politica ma questa è la mia più difficile relazione. Voglio dire al mio partito che bisogna andare oltre la rabbia e lo sconforto. Voglio convincervi che bisogna reagire, che ha ancora senso continuare a battersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="html-message" style="text-align: center;">
<div style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Relazione di Michele Fina &#8211; Coordinatore Provinciale PD L&#8217;Aquila</span></strong></p>
</div>
<p style="text-align: center;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Relazione all&#8217;Assemblea Provinciale<br />
21/07/2008</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Cari democratici, cari amici,<br />
</span><span>ho introdotto tante riunioni nella mia esperienza politica ma questa è la mia più difficile relazione. <strong>Voglio dire al mio partito che bisogna andare oltre la rabbia e lo sconforto</strong>. Voglio convincervi che <strong>bisogna reagire</strong>, che ha ancora senso continuare a battersi per affermare le nostre ragioni. Ma non è facile. Bisogna credere profondamente in quello che si dice per trasmettere speranza e bisogno di riscatto. Bisogna essere convinti che alla fine davvero ci sia un nuovo approdo per richiamare le energie profonde dell&#8217;equipaggio nei duri momenti di tempesta. Ma la domanda che in tutta sincerità mi sono fatto nei giorni della scorsa settimana è: ne vale la pena?<br />
</span><span>In questi giorni in cui si celebra il sedicesimo anniversario della strage che tolse la vita a <strong>Paolo Borsellino </strong>e alla sua scorta io ricordo l&#8217;inizio del mio impegno politico. In quegli anni difficili io ho maturato la convinzione che si potessero curare alcuni mali profondi del nostro Paese. Anche grazie al sacrificio di alcuni coraggiosi servitori dello Stato si poteva dar corpo all&#8217;indignazione trasformandola in impegno. L&#8217;Italia implose e divenne proprio in quegli anni terreno fertile per il berlusconismo, quell&#8217;impasto di antipolitica qualunquista ed autoritarismo che vincerà ancora nel 2008.<br />
</span><span>Ho riascoltato proprio in questi giorni le parole di Paolo Borsellino in occasione di un incontro con gli studenti poco prima della sua uccisione. Nel descrivere la nascita della mafia Borsellino sottolineava uno dei tratti principali della questione meridionale. <strong>Le leggi e le norme, diceva, vengono rispettate non in quanto altrimenti si rischia di essere puniti ma perché queste vengono ritenute giuste dunque meritevoli di essere rispettate</strong>. Lo Stato quindi è forte quando è autorevole e percepito come giusto dai cittadini. Altrimenti lo Stato viene meno ed ognuno cerca il modo di aggirare furbescamente le leggi. Nel peggiore dei casi si struttura un altro stato non legittimo di natura criminale. La forza dello Stato è dunque nella credibilità e nell&#8217;autorevolezza delle Istituzioni e dei suoi rappresentanti in rapporto con i cittadini. Tanto più questo rapporto di fiducia è indebolito tanto più la comunità è frammentata, debole nella coscienza civica fino all&#8217;inciviltà, esposta, soprattutto in politica, ad imbonitori qualunquisti e, all&#8217;estremo, in pericolo di gravi falle nella sua rete di legalità.<br />
</span><span>Ho ricordato le parole di Borsellino perché <strong>credo che l&#8217;Abruzzo sia ad un punto di svolta storico</strong>. Dobbiamo saperlo vedere e non pensare che si tratti solo di cronaca. Siamo qui per capire insieme quale realtà mutata troveremo fuori di qui e se e quale ruolo ci sarà dato di svolgere in questa nuova realtà.<br />
</span><span>Badate, voglio però essere chiaro sui fatti di cronaca: la vicenda giudiziaria che si è aperta con gli arresti dello scorso lunedì mostra molti aspetti controversi. <strong>Non siamo un tribunale e non dobbiamo diventarlo</strong>. Abbiamo un&#8217;alta responsabilità ed ogni nostra parola è un macigno. Per questo è importante <strong>ribadire fiducia nel lavoro della magistratura</strong>. Ma non possiamo neanche tacere le perplessità sui pochi riscontri ad oggi forniti a sostegno dell&#8217;impianto accusatorio. Bisogna fare presto, prestissimo. <strong>Troppi sono i casi nella storia della nostra giustizia di errori appurati troppo tardi per salvare, agli occhi dell&#8217;opinione pubblica, la dignità di persone innocenti</strong>. Io non posso tacere la dolorosa incredulità che mi ha colpito quando ho ascoltato <strong>le imputazioni che riguardano il Presidente Del Turco; La sua storia e le caratteristiche della sua vita quotidiana sono incompatibili con i crimini che gli vengono attribuiti</strong>. Per questo spero che possa, al più presto, emergere la sua totale estraneità alla vicenda. Del Turco è stato ed è un autorevole dirigente di questo partito. Le sue posizioni e le sue battaglie politiche qui dentro sono state in senso esattamente contrario a ciò che gli viene imputato. Per questo lui può sospendersi ma noi non dobbiamo considerarlo tale finché non viene dimostrata la sua colpevolezza. <strong>Chi è aduso al disumano sciacallaggio ha sbagliato partito.<br />
</strong></span><span>Siamo qui oggi dunque non per dividerci tra colpevolisti ed innocentisti. <strong>Troppe volte in questo disgraziato Paese si sono cercati i colpevoli per non fare la fatica di guardare in faccia le cause.<br />
</strong></span><span><strong>Prima di pensare alle elezioni dobbiamo pensare all&#8217;Abruzzo. Vi prego, smettiamola di essere solo un comitato elettorale permanente</strong>. Smettiamola di pensare solo a vincere, come se fossimo giocatori di <strong>uno sport che non diverte più nessuno</strong>. Il partito che in questi giorni ha grandemente guadagnato consensi è quello dell&#8217;astensione. Quello che chiamiamo giustizialismo è solo un inefficace tentativo di nobilitare il qualunquismo dilagante.<br />
</span><span><strong>Ripartiamo dalla trasparenza del potere</strong>. In questi giorni l&#8217;imprenditore Vincenzo Angelini è stato incredibilmente dipinto come vittima. Ho sentito definirlo il buon Angelini invece che il corruttore; il grande elemosiniere invece che il parassita di una politica da lui stesso e per lunghi anni inquinata ai danni della salute degli abruzzesi e del bilancio della Regione. Vittima allora è la politica? No essa è a sua volta, a vari livelli, colpevole. Dobbiamo capire meglio le responsabilità individuali di alcuni esponenti della precedente Giunta regionale di cui, stranamente, si parla poco. <strong>Certo è che nel mondo politico ci sono corresponsabili diretti, altri hanno subito il sistema ed altri lo hanno debolmente combattuto (sia chiaro, parlo di ognuno di noi; faccio autocritica che è quello che ognuno di noi dovrebbe fare senza occupare indebitamente il banco degli accusatori)</strong>. Con insufficiente coraggio abbiamo affrontato il problema alla radice. Questa nostra Giunta ha cominciato a fare in questo senso passi importanti ma non è stato chiara fin dall&#8217;inizio la volontà di totale discontinuità. Bisogna allora ripartire da qui: <strong>dire parole chiare sulla necessità di una riforma profonda della sanità abruzzese</strong>. Nella misura in cui è possibile cominciare anche a trasformare le parole in atti con l&#8217;attuale Giunta guidata da Enrico Paolini. Più in generale dobbiamo avere a cuore un rapporto trasparente tra Istituzioni, politica ed interesse privato; rapporto necessario e utile quando serve a condividere obbiettivi di pubblica utilità. Ma <strong>l&#8217;autonomia dei poteri deve essere preservata a garanzia di tutti. Meno amicizie e più rispetto reciproco.</strong> <strong>Anche così si promuove il merito e l&#8217;economia della conoscenza e non quella delle conoscenze.</strong><br />
</span><span><strong>Potere politico </strong>che deve essere autonomo, quindi, <strong>non arrogante e tronfio, prossimo ai bisogni dei cittadini, forte con i forti e gentile con i deboli, capace di avere un progetto e di saper trasmettere una missione. Avere un ruolo di responsabilità deve essere per ognuno di noi non il tappeto volante per camminare un metro più in alto degli altri ma l&#8217;impegno ad un supplemento in più di umiltà per camminare tra gli altri, senza essere riveriti o temuti</strong>. Veltroni ci invita a farci popolo. È vero: spesso siamo incapaci di farci popolo anche quando governiamo bene [...], giustificandoci poi, come illuministi autoreferenziali, con la nota formula: non siamo stati capiti.<br />
</span><span><strong>Ascoltare e condividere</strong>. Oggi non dobbiamo rincorrere, come a volte facciamo, le diversità delle nostre opinioni sui giornali. Oggi più importante di quello che dico io è quello che direte voi negli interventi; più importante di quello che diremo noi sarà quello che ascolteremo nei prossimi giorni fuori di qui. Le responsabilità politiche sono sempre collettive. Per questo tutti insieme dobbiamo ripartire da un progetto per la nostra Regione. Indicare un orizzonte e una rotta che parli alla realtà che vivono i cittadini. Una realtà vera che dobbiamo tornare a conoscere a fondo e non a presumere.<br />
</span><span><strong>Riformare la nostra Regione</strong>, si! Resta questo l&#8217;ambizioso obbiettivo che dobbiamo porci. Ma oggi abbiamo una credibilità del tutto insufficiente. Allora <strong>dobbiamo cominciare con il riformare noi stessi</strong>!<br />
</span><span>Noi proponiamo come alternativa all&#8217;antipolitica qualunquista della destra una democrazia efficiente. <strong>Democrazia è una parola impegnativa che presuppone la rinuncia a derivi personalistiche e leaderistiche.</strong> <strong>Il partito democratico non può essere il caffè d&#8217;incontro dei principi con le loro piccole o grandi corti. Abbiamo detto una testa è un voto. No, una testa è una testa,</strong> che pensa e può voler partecipare, discutere, capire, poi anche sostenere e promuovere; non solo votare. Questa riflessione suggerisce anche una rivisitazione della nostra visione delle amministrazioni e dei Governi: dobbiamo restituire un ruolo centrale ai Consigli; dobbiamo <strong>tornare a considerare un valore la collegialità</strong>.<br />
</span><span>È questo un compito nostro non dei nostri avversari. In Italia non c&#8217;è ancora una destra europea. <strong>Tanto è strano questo nostro Paese che i giustizialisti si trovano a sinistra e i garantisti a destra</strong>. La destra raccoglie consenso sul rifiuto, in tante forme, dello Stato. Restituire dignità alla politica e quindi forza allo Stato significa prosciugare il brodo di coltura di questa non destra.<br />
</span><span>Dipende da noi soli? No. <strong>Il Pd deve ricostruire ponti verso alleanti che, come abbiamo detto in campagna elettorale, condividano uno stesso progetto. Alleanti a cui garantiamo amicizia, lealtà e rispetto di comuni regole.</strong> Senza condizioni reciproche però; le condizioni siamo in grado di porle da soli a noi stessi.<br />
</span><span>Abbiamo tutti sottovalutato il <strong>valore del nostro Codice Etico</strong>: il partito deve essere in grado di controllare i gruppi dirigenti e garantire per loro oppure la fiducia cieca smette di essere fiduciosa e diventa solo cecità.<br />
</span><span>Credo fermamente che il controllo si sviluppi innanzitutto con la discussione leale e franca. <strong>Voglio dirlo con chiarezza: tra noi c&#8217;è troppa ipocrisia! Troppe sono state e sono le riunioni in cui la regola è non parlare, non chieder conto, non esprimere una critica</strong>. Il Sindaco non è abbastanza disponibile al confronto? Non si può dire. L&#8217;Assessore dovrebbe affrontare meglio quel problema? Non si può dire. Questo mutua uno dei difetti della nostra società [...]. Ma il nostro obbiettivo è dimostrare, anche con l&#8217;esempio, che i mali del nostro Paese possono essere vinti. Ho letto di alcuni richiami alla diversità di berlingueriana memoria: credo sia inappropriato e fuorviante. Il principio a cui dobbiamo ispirarci non è quello dell&#8217;essere diversi o migliori dei nostri avversari ma, più semplicemente, onesti, corretti e rispettosi delle Istituzioni, dunque autorevoli abbastanza per dettare regole e chiedere che queste vengano riconosciute come giuste.<br />
</span><span>Il Pd nasce per questo. Nasciamo nel fuoco di improvvise e difficili elezioni politiche e prossime elezioni regionali. Ma proprio per questo voglio rivolgervi un appello accorato: <strong>rifugiarsi in aggregati minoritari interni o mettere in conto la fuga dal Pd è, oggi più che mai, un errore fatale. Dobbiamo smetterla di dedicare le nostre energie nella reciproca delegittimazione </strong>(mai critica diretta, spesso chiacchiera laterale). Dobbiamo trovare il gusto di sostenerci a vicenda, di essere una comunità solidale ed unita, umanamente e politicamente.<br />
</span><span><strong>Ovviamente stare insieme non è tenersi per mano ma avere un comune progetto da realizzare</strong>. Oggi questo progetto, anche in vista della prossima difficile competizione elettorale regionale, deve <strong>misurarsi davvero con la discontinuità ed il rinnovamento</strong>. Anche qui una parola chiara: <strong>con la parola rinnovamento, come con il cacio, abbiamo condito tutti i nostri piatti. Adesso però basta con il gattopardismo del tutto cambi perché nulla cambi. Discontinuità e rinnovamento davvero: della visione politica, dei comportamenti e dei metodi, dei linguaggi e dei volti.<br />
</strong></span><span>Il primo banco di prova sono le prossime elezioni regionali. <strong>Penso alla scelta di un candidato Presidente che interpreti appieno la politica del fare in modo trasparente ed onesto. Un candidato autorevole e forte. Un candidato unitario della intera coalizione di centro-sinistra. Un candidato scelto da tutti noi e non da caminetti di pochi intimi. Un candidato scelto per l&#8217;Abruzzo o non per risolvere qualche problema romano. Un candidato che dia corpo alla necessaria costruzione di una classe dirigenti rinnovata e capace di protagonismo anche nazionale.<br />
</strong></span><span>Con lo stesso criterio dovremo costruire le nostre liste e le liste per le elezioni provinciali e comunali della prossima primavera. Allora torna ad avere senso essere qui. <strong>Come qualcuno mi ha detto rincuorandomi in questi giorni: adesso, proprio adesso, voglio impegnarmi di più. Adesso deve venir fuori la nostra grinta. Adesso deve emergere chi è qui per dare e non solo per ricevere. Adesso dobbiamo, possiamo fare un partito più solido, più coraggioso, più vero.<br />
</strong></span><span><strong>Così e solo così torneremo a convincere e a vincere.</strong></span></p>
</div>
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