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Il Ministro Tremonti dice che sta tutto a posto… e l’Iris Ceramiche chiude i battenti

venerdì, 16 gennaio 2009

Leggo dalla sintesi del Bollettino Economico n.55 della Banca d’Italia un quadro davvero preoccupante per i Paesi della zona Euro. Ovviamente l’Italia soffre sempre di più. Si dice che la recessione è destinata ad approfondirsi e prolungarsi. Ciò che mi meraviglia ancora una volta, perchè allo stupore non c’è mai limite, sono le dichiarazioni del nostro Ministro Tremonti che vanno in tutt’altra direzione. Secondo Bankitalia ”il PIL dell’Italia, diminuito dell’1,6 per cento in ragione d’anno nel secondo trimestre del 2008, è caduto del 2,0 nel terzo, riflettendo un forte calo degli investimenti delle imprese, una flessione delle esportazioni, una stagnazione dei consumi delle famiglie. Il peggioramento congiunturale si è accentuato negli ultimi mesi del 2008: si stima che nella media del quarto trimestre l’indice della produzione industriale, corretto per il numero di giorni lavorativi e per i fattori stagionali, sia disceso di circa il 6 per cento. La fiducia delle imprese è scesa a livelli minimi nel confronto storico; recenti sondaggi congiunturali prefigurano la prosecuzione della fase di debolezza dell’attività di investimento nell’anno in corso, in un contesto di diffuso pessimismo sulle prospettive della domanda. L’occupazione, in crescita da oltre dieci anni, ha subito una battuta d’arresto nel terzo trimestre dell’anno scorso; si è intensificato nello scorcio del 2008 il ricorso alla Cassa integrazione guadagni”. Fino a qui la situazione prospettata dalla nota ufficiale. Poi le dichiarazioni come sempre inadeguate di Giulio Tremonti che seguono azioni altrettanto inefficaci da parte del governo in tema anticrisi.

Mentre raggiungevo Pescara un’ora fa la radio mi ha dato una notizia incredibilmente preoccupante prospettando uno scenario da incubo per il nostro Paese. Stamane Iris Ceramiche, la più importante fabbrica di ceramiche in tutto il mondo, ha chiuso i battenti mettendo in mobilità oltre 700 dipendenti. La stessa cosa potrebbe accadere anche domattina in un altro posto del nostro Paese senza che nessuno alzi un dito. Altro che congetture, Ministro Tremonti.