Scuola di Politica Cortona (Ar)
lunedì, 11 ottobre 2010Un partito che ha l’ambizione di governare il Paese non può e non deve trascurare il tema della formazione delle nuove classi dirigenti. Ma prima ancora la formazione di cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri, sensibili e attenti al bene comune, capaci di valorizzare e rispettare la persona umana. La democrazia ha bisogno di cittadini attivi. Non sa che farsene di cittadini passivi, apatici e indifferenti, sosteneva Norberto Bobbio.
A Cortona, quest’anno, il tema della Scuola di Politica del Partito Democratico, è stato Democrazia e Lavoro. Si è parlato molto di lavoro e poco di democrazia. Una parola da studiare, analizzare a fondo e applicare di più nei processi di governance dei problemi che la contemporaneità ci sottopone.
Ma bene ha fatto il PD a mettere al centro della sua politica il tema del lavoro, fondamento della nostra Costituzione. Più lavoro per avere più crescita: è l’assunto che il segretario Bersani afferma ogni giorno in lungo e in largo nella nostra penisola. Certo, grande attenzione è stata riservata alle dinamiche della disuguaglianza, della povertà globale ed alle conseguenze della globalizzazione, in tutte le sue forme.
Durante il corso, oltre i contenuti che meritano una riflessione maggiore, circa 400 ragazzi provenienti da ogni angolo di Paese, si sono incontrati per la prima volta, si sono rivisti, hanno scambiato opinioni e confrontato esperienze, hanno fatto amicizia. La delegazione abruzzese, composta da 10 ragazzi, ha vissuto una grande e nuova realtà formativa. I giovani hanno bisogno di conoscere, di studiare molto e poi di confrontarsi. Sentono la necessità di costruire anche rapporti di amicizia, a volte trascurata e diluita nella durezza delle relazioni politiche. Dico questo alla luce della prima edizione di Cortona quando Giuliano Amato disse: viviamo un senso di solitudine, di smarrimento, come se non fosse più possibile risolvere i propri problemi insieme agli altri, collettivamente, e fa fatica ad affermarsi un Noi.
Condividere delle scelte, a qualsiasi livello, è diventato dapprima arduo, e poi quasi impossibile, perché è venuta meno una prospettiva comune in cui riconoscersi. La rinuncia ai valori, anche da parte di molti giovani “impegnati”, causa conseguenze devastanti per la politica e per i territori. Sostiene il Professore Carlo Mongardini: “Il bisogno di politica si esprime ora nella ricerca di valori e significati che possano rigenerare l’unificazione di senso e di valore. Non basta la protesta, occorre il progetto e le nuove generazioni sono troppo distratte per pensare ad un progetto o semplicemente per pensare al futuro”.
Una analisi lucida della situazione dei nostri tempi. A Cortona ho percepito qualcosa di positivo. Un fermento nuovo capace di generare entusiasmo. Ora dobbiamo compiere tutti un passo in avanti e pensare ad un nuovo patto di cittadinanza: formazione e lavoro ne rappresentano i pilastri. Una nuova cultura che tenga insieme il sapere e il saper fare. L’Abruzzo ha bisogno di questa “rivoluzione”. Ed i più giovani pensino a formarsi, a ragionare con la propria testa, a capire quali sono le priorità da affrontare. Tutto il resto, se viene, tanto di guadagnato. Il PD ha giovani dirigenti capaci di fare bene. E qualcosa inizia a vedersi.
Francesco Piccirilli
Responsabile Formazione PD Abruzzo
