Articoli marcati con tag ‘abruzzo’

L’emozione della politica-Seminario di formazione

martedì, 12 ottobre 2010

Care democratiche, cari democratici,
vi invito ad iscrivervi al seminario “L’emozione della politica” che si terrà il prossimo 20 novembre 2010 a Lanciano a cura del Dr. Gabriele Di Bucchianico.
L’iniziativa è promossa dalla Segreteria Provinciale dei Giovani Democratici.
Sono a vostra disposizione per ogni tipo di informazione.
Un abbraccio

Francesco Piccirilli

L’emozione della politica
Una riflessione condivisa sul ruolo delle emozioni nella negoziazione politica

Il dibattito politico riflette inesorabilmente i cambiamenti in atto della società di cui è espressione.
Le dinamiche della comunicazione in continua evoluzione, le caratteristiche delle leadership di questi primi anni 10 del nuovo millennio, contribuiscono a rendere più palesi alcuni aspetti del processo negoziale finora poco considerati.
Partendo dagli studi di Roger Fisher e Daniel Shapiro, il seminario propone una riflessione sul processo di negoziazione, analizzandone i passaggi caratteristici, focalizzando l’attenzione su una tipologia di trattativa centrata sulla comprensione delle emozioni piuttosto che sugli interessi fondati su meri aspetti materiali.
Il lavoro proposto consentirà ai partecipanti di affinare le proprie capacità individuali nella fase di progettazione del processo negoziale, consentendo un efficace lavoro preparatorio ed un proficuo approccio, comprensivo del vissuto emotivo della parte interlocutrice, anche in presenza di gruppi.

Prima parte
L’azione politica come processo negoziale
La comunicazione consapevole
Le emozioni: potenti, presenti e difficili da maneggiare

Coffee break

Seconda parte
Gli interessi fondamentali (concern)
Istruzioni per l’uso

Il seminario avrà inizio alle ore 15:00 e terminerà alle ore 20:00.

Il seminario è rivolto a massimo 20 persone.

Data:
20 Novembre
2010

Costo: Euro 40

Luogo: Lanciano
C.so Trento e
Trieste n° 46
(3° Piano Sede
D’Alessandro)

Docente:
Dr. Gabriele
Di Bucchianico
(Formatore)

Info e Iscrizioni: Francesco Piccirilli 345.3737783 info@francescopiccirilli.it
Le iscrizioni ed il versamento della quota dovranno pervenire entro e non oltre il 10 novembre.
Al termine del seminario sarà consegnato l’attestato di partecipazione.

Scuola di Politica Cortona (Ar)

lunedì, 11 ottobre 2010

47043_123375577717045_100001338115027_133488_3246176_n


Un partito che ha l’ambizione di governare il Paese non può e non deve trascurare il tema della formazione delle nuove classi dirigenti. Ma prima ancora la formazione di cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri, sensibili e attenti al bene comune, capaci di valorizzare e rispettare la persona umana. La democrazia ha bisogno di cittadini attivi. Non sa che farsene di cittadini passivi, apatici e indifferenti, sosteneva Norberto Bobbio.

A Cortona, quest’anno, il tema della Scuola di Politica del Partito Democratico, è stato Democrazia e Lavoro. Si è parlato molto di lavoro e poco di democrazia. Una parola da studiare, analizzare a fondo e applicare di più nei processi di governance dei problemi che la contemporaneità ci sottopone.

Ma bene ha fatto il PD a mettere al centro della sua politica il tema del lavoro, fondamento della nostra Costituzione. Più lavoro per avere più crescita: è l’assunto che il segretario Bersani afferma ogni giorno in lungo e in largo nella nostra penisola. Certo, grande attenzione è stata riservata alle dinamiche della disuguaglianza, della povertà globale ed alle conseguenze della globalizzazione, in tutte le sue forme.

Durante il corso, oltre i contenuti che meritano una riflessione maggiore, circa 400 ragazzi provenienti da ogni angolo di Paese, si sono incontrati per la prima volta, si sono rivisti, hanno scambiato opinioni e confrontato esperienze, hanno fatto amicizia. La delegazione abruzzese, composta da 10 ragazzi, ha vissuto una grande e nuova realtà formativa. I giovani hanno bisogno di conoscere, di studiare molto e poi di confrontarsi. Sentono la necessità di costruire anche rapporti di amicizia, a volte trascurata e diluita nella durezza delle relazioni politiche. Dico questo alla luce della prima edizione di Cortona quando Giuliano Amato disse: viviamo un senso di solitudine, di smarrimento, come se non fosse più possibile risolvere i propri problemi insieme agli altri, collettivamente, e fa fatica ad affermarsi un Noi.

Condividere delle scelte, a qualsiasi livello, è diventato dapprima arduo, e poi quasi impossibile, perché è venuta meno una prospettiva comune in cui riconoscersi. La rinuncia ai valori, anche da parte di molti giovani “impegnati”, causa conseguenze devastanti per la politica e per i territori. Sostiene il Professore Carlo Mongardini: “Il bisogno di politica si esprime ora nella ricerca di valori e significati che possano rigenerare l’unificazione di senso e di valore. Non basta la protesta, occorre il progetto e le nuove generazioni sono troppo distratte per pensare ad un progetto o semplicemente per pensare al futuro”.

Una analisi lucida della situazione dei nostri tempi. A Cortona ho percepito qualcosa di positivo. Un fermento nuovo capace di generare entusiasmo. Ora dobbiamo compiere tutti un passo in avanti e pensare ad un nuovo patto di cittadinanza: formazione e lavoro ne rappresentano i pilastri. Una nuova cultura che tenga insieme il sapere e il saper fare. L’Abruzzo ha bisogno di questa “rivoluzione”. Ed i più giovani pensino a formarsi, a ragionare con la propria testa, a capire quali sono le priorità da affrontare. Tutto il resto, se viene, tanto di guadagnato. Il PD ha giovani dirigenti capaci di fare bene. E qualcosa inizia a vedersi.

Francesco Piccirilli

Responsabile Formazione PD Abruzzo

Il razzismo nelle carceri: comunicato stampa dei Giovani Democratici Abruzzo

mercoledì, 4 novembre 2009

6570_1133756676735_1611844832_362548_7109651_n

Di seguito pubblico il comunicato stampa di Marco Rapino, Segretario Regionale dei Giovani Democratici Abruzzo.

Dopo i ripetuti casi di violenza nelle carceri italiane e l’increscioso fatto accaduto nel carcere abruzzese di Teramo riteniamo importante sottolineare la necessità di tutelare la garanzia dell’incolumità per i detenuti.
“Quello che sta accadendo in Italia in questi mesi è grave – sottolinea Marco Rapino, Segretario Regionale dei Giovani Democratici – l’episodio accaduto nella struttura carceraria di Teramo, è un segnale di allarme, non possiamo permettere che passi inosservato. Il detenuto ha diritto alla propria incolumità e chi ha picchiato o consigliato come picchiare avrebbe dovuto tutelarlo”. Inoltre, condanniamo un evidente sentimento strisciante di razzismo che fa del male alla nostra Regione e al nostro Paese. “Quando una vita è affidata alla custodia dello Stato – Prosegue Rapino – la sua tutela deve essere garantita e salda. Ai detenuti non è attribuibile una riduzione dei diritti perché erroneamente considerati scarti della nostra società, questi episodi di violenza sottolineano una grave inosservanza, che mette a repentaglio il diritto di tutti, anche degli incensurati. Se qualcuno si sente in diritto di picchiare un detenuto oggi, ci sarà una riduzione della libertà di tutti domani”.
In questa occasione i Giovani Democratici d’Abruzzo annunciano anche una prossima iniziativa sul tema.“Noi chiediamo che chi ha sbagliato, sconti la sua pena con la società, fino all’ultimo dei giorni previsti dalla sentenza . Ma chi rappresenta lo Stato deve avere a cuore la sacralità della vita che ha in custodia, perché attraverso il comportamento equilibrato dello Stato, difendiamo gli onesti e miglioriamo la qualità della nostra Democrazia”.

L’Arcivescovo di Lanciano e la legge sulla fine della vita – La Cronaca di tutto Abruzzo e Molise Oggi

sabato, 19 settembre 2009
LANCIANO – La legge sul fine vita rappresenta una misura di civiltà in un Paese democratico: non è un regalo che il governo di centrodestra fa alla Chiesa, come qualche politologo pensa scrive e afferma in questi mesi su tutti gli organi di informazione. Ha pienamente ragione, a mio avviso, il Presidente della conferenza episcopale italiana, Cardinale Angelo Bagnasco, quando afferma che “non è accettabile il diritto di morire”. Proviamo a porci una domanda di senso: dove risiede il valore della libertà, che qualcuno sostiene, in questo principio inedito (il diritto alla morte)? Ebbene, si tratta di una domanda complessa a cui è difficile dare una risposta compiuta. Su questa riflessione di un uomo di Chiesa interviene sulle colonne del Corriere della Sera di mercoledì 16 settembre il politologo italiano, Giovanni Sartori, il quale afferma che “l’unico diritto di libertà assoluto, che spetta soltanto a me perché è soltanto solitario, è il mio diritto di morire (di morte naturale) come scelgo”. Lui sostiene che la Chiesa “vuole negare la libertà di morire”. A questa tesi risponde l’Arcivescovo di Lanciano e Ortona, Mons. Carlo Ghidelli il quale, sullo stesso giornale di giovedì 17 settembre precisa: “se la società esalta pseudovalori e smantella i valori autentici, la Chiesa ha il dovere di parlare”. Non si tratta quindi di imposizioni, bensì di un contributo essenziale su un tema così delicato che non può essere celato sotto l’ombrello della libertà assoluta. “C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare” ammoniva Qohelet, così come “c’è un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per uccidere e un tempo per guarire…”. Questa antica sapienza umana, prima ancora che biblica, è parsa dimenticata. Qui non siamo di fronte ad un nuovo sanfedismo o ad un fondamentalismo religioso ritrovato. Stiamo parlando di vita e di morte. Nessuno può aprire scontri ideologici, sferrare una battaglia frontale su un evento che ci minaccia tutti e tutti ci attende come momento conclusivo della vita. Per una sola volta, mettiamo da parte le divisioni antiche tra laici e cattolici, che non hanno più motivo di esistere, e parliamo insieme del dono della vita, affinchè la società ritrovi un’etica condivisa e ciascuno possa vivere e morire nell’amore e nella libertà. Un principio, quello della libertà, sempre relativo.

Francesco Piccirilli

La Cronaca di tutto Abruzzo e Molise Oggi
Sabato 19 settembre 2009 – Pag. 18

Su Luciano D’Alfonso Gad Lerner ha sbagliato

giovedì, 5 febbraio 2009

Quante falsità ho sentito e letto in queste settimane su Luciano D’Alfonso. Tra le tante anche giudizi senza senso che colpevolizzano un politico di grande caratura umana e intellettuale. I giornalisti che vivono a Roma e pensano di descrivere ciò che accade nel nostro Paese con i loro criteri e le loro lenti fanno un danno al grande patrimonio di personale politico che ogni giorno è sul campo di battaglia a dare risposte ai cittadini. Scrivere può anche essere un esercizio facile. Amministrare significa ben altro. E solo chi amministra sa cosa cosa significa lavorare 14 ore al giorno per i problemi della comunità di riferimento e a favore del proprio territorio. Luciano D’Alfonso è uno di questi politici (non molti, a onor del vero, ma ce ne sono) che ha speso gran parte della sua vita al servizio degli altri, nonostante abbia 42 anni. Leggere il blog di Gad Lerner mi ha letteralmente sconcertato. Lui solleva anche un problema serio e condivisibile: quello del doppio incarico. Ma c’è anche chi ne ha uno solo e fa male. Eppoi, nessuno dice niente degli insegnanti degli istituti tecnici superiori che il pomeriggio lavorano nel proprio studio e progettano? Io penso che quelle persone facciano male il proprio mestiere, che è quello di insegnare. Anche quello è immorale. Come è immorale chi ha il potere e non lo esercita. Quindi non diciamo sciocchezze, per favore! Io credo che se una persona è capace, ha consenso, poi deve utilizzare le sue doti per produrre fatti. Esattamente quello che ha rappresentato e rappresenta Luciano D’Alfonso. E i pescaresi lo sanno, parlo dei cittadini, che hanno visto una città nuova e più accogliente, dinamica e aperta al mondo, con una identità aperta alla contaminazione dei popoli e delle culture europee precisa. Eppoi come si fa a giudicare Luciano D’Alfonso se non si vive nel contesto in cui lui opera e ha operato? Per carità, anche lui ha commesso errori, ma contano i numeri. Caro Gad Lerner, io La stimo molto. Ma questa volta Lei ha commesso una grande imprudenza, pensando che attaccare il PD attraverso ciò che è accaduto a D’Alfonso, possa produrre qualcosa. Se Lei fosse venuto in Abruzzo e quindi a Pescara e avesse confrontato le Sue idee con qualche cittadino pescarese magari oggi potevamo leggere qualcosa di diverso.

Veltroni a Vasto e Chieti il 9 dicembre

mercoledì, 3 dicembre 2008

Carissime/i,

Vi informo che il Segretario nazionale del PD, Walter Veltroni, sarà presente in Abruzzo in data martedì 9 dicembre 2008 per due manifestazioni elettoralia sostegno del candidato Presidente Carlo Costantini:

VASTO, ore 18.00 – Cinema Teatro Globo, Via Michetti

CHIETI, ore 21.00 – Auditorium Supercinema, Via Spaventa

Rileggere Ignazio Silone oggi

venerdì, 25 luglio 2008

Lo scrittore di Pescina, oltre al bellissimo romanzo “Fontamara”, che rappresenta la condizione umana dei nostri poveri contadini della Marsica uguali ai braccianti di ogni angolo d’Abruzzo in quell’epoca, ci ha lasciato anche un memoriale politico importante per la comprensione del Novecento italiano, ancora tutto da studiare e approfondire. Mi riferisco a ”Uscita di sicurezza” (che mi accingo a leggere) pubblicato nel 1965, durante la Guerra Fredda.

Sulla pagina culturale del quotidiano “il Centro” di oggi nel presentare l’appuntamento la redazione scrive: “Troppo spesso si dimentica che Ignazio Silone, cristiano socialista e postmarxista, disse negli anni Trenta di Stalin ciò che il Pcus avrebbe riconosciuto solo nel ’56, fu un precursore del ‘68 e, poi, sulla questione del rapporto tra libertà e socialismo ha anticipato di molti decenni le scelte del Pci”. 

“Il piacere di rileggere Silone oggi” è il titolo del convegno che si svolgerà domani, sabato 26 luglio 2008, alle ore 16, presso il Centro studi Ignazio Silone in via Del Carmine a Pescina.  L’incontro, dove parteciperanno giornalisti, studiosi e critici, sarà moderato dalla scrittrice Dacia Maraini, promotrice dell’iniziativa attraverso la sua associazione Teatro di Gioia.