Articoli marcati con tag ‘abruzzo’

Il razzismo nelle carceri: comunicato stampa dei Giovani Democratici Abruzzo

mercoledì, 4 novembre 2009

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Di seguito pubblico il comunicato stampa di Marco Rapino, Segretario Regionale dei Giovani Democratici Abruzzo.

Dopo i ripetuti casi di violenza nelle carceri italiane e l’increscioso fatto accaduto nel carcere abruzzese di Teramo riteniamo importante sottolineare la necessità di tutelare la garanzia dell’incolumità per i detenuti.
“Quello che sta accadendo in Italia in questi mesi è grave – sottolinea Marco Rapino, Segretario Regionale dei Giovani Democratici – l’episodio accaduto nella struttura carceraria di Teramo, è un segnale di allarme, non possiamo permettere che passi inosservato. Il detenuto ha diritto alla propria incolumità e chi ha picchiato o consigliato come picchiare avrebbe dovuto tutelarlo”. Inoltre, condanniamo un evidente sentimento strisciante di razzismo che fa del male alla nostra Regione e al nostro Paese. “Quando una vita è affidata alla custodia dello Stato – Prosegue Rapino – la sua tutela deve essere garantita e salda. Ai detenuti non è attribuibile una riduzione dei diritti perché erroneamente considerati scarti della nostra società, questi episodi di violenza sottolineano una grave inosservanza, che mette a repentaglio il diritto di tutti, anche degli incensurati. Se qualcuno si sente in diritto di picchiare un detenuto oggi, ci sarà una riduzione della libertà di tutti domani”.
In questa occasione i Giovani Democratici d’Abruzzo annunciano anche una prossima iniziativa sul tema.“Noi chiediamo che chi ha sbagliato, sconti la sua pena con la società, fino all’ultimo dei giorni previsti dalla sentenza . Ma chi rappresenta lo Stato deve avere a cuore la sacralità della vita che ha in custodia, perché attraverso il comportamento equilibrato dello Stato, difendiamo gli onesti e miglioriamo la qualità della nostra Democrazia”.

L’Arcivescovo di Lanciano e la legge sulla fine della vita – La Cronaca di tutto Abruzzo e Molise Oggi

sabato, 19 settembre 2009
LANCIANO – La legge sul fine vita rappresenta una misura di civiltà in un Paese democratico: non è un regalo che il governo di centrodestra fa alla Chiesa, come qualche politologo pensa scrive e afferma in questi mesi su tutti gli organi di informazione. Ha pienamente ragione, a mio avviso, il Presidente della conferenza episcopale italiana, Cardinale Angelo Bagnasco, quando afferma che “non è accettabile il diritto di morire”. Proviamo a porci una domanda di senso: dove risiede il valore della libertà, che qualcuno sostiene, in questo principio inedito (il diritto alla morte)? Ebbene, si tratta di una domanda complessa a cui è difficile dare una risposta compiuta. Su questa riflessione di un uomo di Chiesa interviene sulle colonne del Corriere della Sera di mercoledì 16 settembre il politologo italiano, Giovanni Sartori, il quale afferma che “l’unico diritto di libertà assoluto, che spetta soltanto a me perché è soltanto solitario, è il mio diritto di morire (di morte naturale) come scelgo”. Lui sostiene che la Chiesa “vuole negare la libertà di morire”. A questa tesi risponde l’Arcivescovo di Lanciano e Ortona, Mons. Carlo Ghidelli il quale, sullo stesso giornale di giovedì 17 settembre precisa: “se la società esalta pseudovalori e smantella i valori autentici, la Chiesa ha il dovere di parlare”. Non si tratta quindi di imposizioni, bensì di un contributo essenziale su un tema così delicato che non può essere celato sotto l’ombrello della libertà assoluta. “C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare” ammoniva Qohelet, così come “c’è un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per uccidere e un tempo per guarire…”. Questa antica sapienza umana, prima ancora che biblica, è parsa dimenticata. Qui non siamo di fronte ad un nuovo sanfedismo o ad un fondamentalismo religioso ritrovato. Stiamo parlando di vita e di morte. Nessuno può aprire scontri ideologici, sferrare una battaglia frontale su un evento che ci minaccia tutti e tutti ci attende come momento conclusivo della vita. Per una sola volta, mettiamo da parte le divisioni antiche tra laici e cattolici, che non hanno più motivo di esistere, e parliamo insieme del dono della vita, affinchè la società ritrovi un’etica condivisa e ciascuno possa vivere e morire nell’amore e nella libertà. Un principio, quello della libertà, sempre relativo.

Francesco Piccirilli

La Cronaca di tutto Abruzzo e Molise Oggi
Sabato 19 settembre 2009 – Pag. 18

Su Luciano D’Alfonso Gad Lerner ha sbagliato

giovedì, 5 febbraio 2009

Quante falsità ho sentito e letto in queste settimane su Luciano D’Alfonso. Tra le tante anche giudizi senza senso che colpevolizzano un politico di grande caratura umana e intellettuale. I giornalisti che vivono a Roma e pensano di descrivere ciò che accade nel nostro Paese con i loro criteri e le loro lenti fanno un danno al grande patrimonio di personale politico che ogni giorno è sul campo di battaglia a dare risposte ai cittadini. Scrivere può anche essere un esercizio facile. Amministrare significa ben altro. E solo chi amministra sa cosa cosa significa lavorare 14 ore al giorno per i problemi della comunità di riferimento e a favore del proprio territorio. Luciano D’Alfonso è uno di questi politici (non molti, a onor del vero, ma ce ne sono) che ha speso gran parte della sua vita al servizio degli altri, nonostante abbia 42 anni. Leggere il blog di Gad Lerner mi ha letteralmente sconcertato. Lui solleva anche un problema serio e condivisibile: quello del doppio incarico. Ma c’è anche chi ne ha uno solo e fa male. Eppoi, nessuno dice niente degli insegnanti degli istituti tecnici superiori che il pomeriggio lavorano nel proprio studio e progettano? Io penso che quelle persone facciano male il proprio mestiere, che è quello di insegnare. Anche quello è immorale. Come è immorale chi ha il potere e non lo esercita. Quindi non diciamo sciocchezze, per favore! Io credo che se una persona è capace, ha consenso, poi deve utilizzare le sue doti per produrre fatti. Esattamente quello che ha rappresentato e rappresenta Luciano D’Alfonso. E i pescaresi lo sanno, parlo dei cittadini, che hanno visto una città nuova e più accogliente, dinamica e aperta al mondo, con una identità aperta alla contaminazione dei popoli e delle culture europee precisa. Eppoi come si fa a giudicare Luciano D’Alfonso se non si vive nel contesto in cui lui opera e ha operato? Per carità, anche lui ha commesso errori, ma contano i numeri. Caro Gad Lerner, io La stimo molto. Ma questa volta Lei ha commesso una grande imprudenza, pensando che attaccare il PD attraverso ciò che è accaduto a D’Alfonso, possa produrre qualcosa. Se Lei fosse venuto in Abruzzo e quindi a Pescara e avesse confrontato le Sue idee con qualche cittadino pescarese magari oggi potevamo leggere qualcosa di diverso.

Veltroni a Vasto e Chieti il 9 dicembre

mercoledì, 3 dicembre 2008

Carissime/i,

Vi informo che il Segretario nazionale del PD, Walter Veltroni, sarà presente in Abruzzo in data martedì 9 dicembre 2008 per due manifestazioni elettoralia sostegno del candidato Presidente Carlo Costantini:

VASTO, ore 18.00 – Cinema Teatro Globo, Via Michetti

CHIETI, ore 21.00 – Auditorium Supercinema, Via Spaventa

Rileggere Ignazio Silone oggi

venerdì, 25 luglio 2008

Lo scrittore di Pescina, oltre al bellissimo romanzo “Fontamara”, che rappresenta la condizione umana dei nostri poveri contadini della Marsica uguali ai braccianti di ogni angolo d’Abruzzo in quell’epoca, ci ha lasciato anche un memoriale politico importante per la comprensione del Novecento italiano, ancora tutto da studiare e approfondire. Mi riferisco a ”Uscita di sicurezza” (che mi accingo a leggere) pubblicato nel 1965, durante la Guerra Fredda.

Sulla pagina culturale del quotidiano “il Centro” di oggi nel presentare l’appuntamento la redazione scrive: “Troppo spesso si dimentica che Ignazio Silone, cristiano socialista e postmarxista, disse negli anni Trenta di Stalin ciò che il Pcus avrebbe riconosciuto solo nel ’56, fu un precursore del ‘68 e, poi, sulla questione del rapporto tra libertà e socialismo ha anticipato di molti decenni le scelte del Pci”. 

“Il piacere di rileggere Silone oggi” è il titolo del convegno che si svolgerà domani, sabato 26 luglio 2008, alle ore 16, presso il Centro studi Ignazio Silone in via Del Carmine a Pescina.  L’incontro, dove parteciperanno giornalisti, studiosi e critici, sarà moderato dalla scrittrice Dacia Maraini, promotrice dell’iniziativa attraverso la sua associazione Teatro di Gioia.