Sul Taglio dell’Ici posizioni contrastanti: ma i comuni come faranno?

Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato il taglio dell’Ici sulla prima casa. Una misura discutibile perchè mette in difficoltà i Comuni, rappresentando l’imposta la principale fonte di risorsa nelle casse degli enti. A questo proposito Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e ministro ombra per le riforme del Pd, sostiene che bisogna abbassare la pressione fiscale mantenendo invariata questa imposta vitale per il sostentamento di un comune. O il governo sostituisce gli introiti derivanti dall’Ici con trasferimenti derivanti dallo Stato, oppure con la possibilità di trattenere una parte dell’Iva o dell’Irpef. Come rileva oggi su Repubblica Tito Boeri L’Ici è “una delle poche tasse che in italia non opera prelievi sul reddito, tartassato e anche per questo fortemente evaso. Ha come oggetto un bene immobile, la casa, con un’offerta poco sensibile alle variazioni di prezzo e quindi che può essere tassato con effetti molto meno distorsivi delle tasse sul capitale o sul lavoro che dovranno essere aumentate per compensare la perdita dell’Ici. Inoltre proprio in virtù della sua immobilità, l’Ici non crea conflitti fra giurisdizioni sulla titolarità del gettito e dunque, è diventata la fonte primaria di finanziamento per molti Comuni. Gli enti locali dovranno ora essere compensati per la perdita dell’Ici. Se la compensazione, come sembra, sarà totale, quei Comuni che avevano alzato l’Ici di più, magari perchè incapaci di contenere le spese, ora riceveranno proporzionalmente di più dallo Stato come compensazione. E’, dunque, un’operazione coerente con quel federalismo all’italiana, che ha fin qui decentrato la spesa mentre accentrava il prelievo, che ha aperto voragini nei nostri conti pubblici”. Ora la domanda mi sorge spontanea: chi pagherà questa compensazione?

fp

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