Oggi il “Giorno della memoria” per ricordare le vittime del terrorismo

Il giorno 9 maggio 1979, in via Caetani a Roma, è stato ritrovato il cadavere del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Questa data è stata scelta dal Quirinale per commemorare tutti i caduti degli anni di piombo: un elenco che comprende 378 nomi. Vittime del terrorismo interno ed internazionale. Si tratta di protagonisti importanti della storia del nostro Paese, i cosiddetti umili servitori dello Stato, e anche semplici cittadini. Una data che dovrebbe costituire per le nuove generazioni un elemento di riflessione sulla storia degli anni Settanta e Ottanta. Ma la memoria si dovrebbe coltivare ogni giorno e in ogni luogo. Domenica scorsa, insieme a mio cugino e a un amico, sono andato al Cimitero inglese di Torino di Sangro (Ch). Prima di raggiungere il posto siamo passati per il lungomare di Fossacesia: centinaia di persone passeggiavano, bancarelle di ambulanti, clima di festa. Al cimitero c’erano tre persone. Erano i familiari di un soldato americano morto sulle nostre colline nel 1943. Oltre loro non c’era nessuno. Ho provato un senso di fastidio e sono diventato nervoso. Non riuscivo e non riesco a spiegarmi come un posto così importante per il Paese sia deserto. E pensare che a pochi passi da lì una massa grigia di persone passeggiava tranquillamente. Per carità, non voglio puntare il dito contro nessuno, anche perchè il sottoscritto ama passeggiare come le altre persone normali. Ma la nostra società moderna dovrebbe un pochino vergognarsi. Siamo legati solo alle ricorrenze. Il giorno dopo dimentichiamo in fretta tutto. Ma in questo modo non renderemo un buon servizio a chi verrà dopo di noi. Certo, dipende molto anche dalla sensibilità personale. Ma i valori collettivi superano o dovrebbero superare di gran lunga l’individualità o il bieco individualismo. Ricordare le vittime del terrorismo è importantissimo. Ricordare coloro che hanno perso la vita per liberarci dall’invasore tedesco lo è ancora di più. Ma lo dobbiamo fare sempre e, possibilmente, coinvolgento i più giovani.

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