Massimo D’Alema, la nuova struttura e il ruolo del governo ombra
Dalle parole del presidente D’Alema mi sembra di percepire una spinta e un profilo verso l’alto del ruolo che l’opposizione dovrà assumere nei prossimi mesi. La sua lucidità di pensiero consiste nello sforzo di elaborazione di una cultura politica moderna in grado di interpretare i cambiamenti del Paese, come primo step. La seconda fase consiste nella costruzione di risposte convincenti e concrete. La nuova cultura passa attraverso la creazione di un luogo di ricerca , dove la formazione e l’informazione trovano la loro naturale coabitazione, dentro la cornice di un progetto la cui realizzazione è affidata a persone di diversa provenienza. Un progetto alternativo legato al Partito Democratico e aperto a tutti. Una struttura che affiancherà la Fondazione Italianieuropei e il Partito democatico. La sfida è reale: costruire un rapporto diverso con la società che cambia, sganciandosi dalle vecchie logiche di corrente o di appartenenza. Un pensatoio che abbia collegamenti con i think thank progressisti dell’Europa e degli Usa. L’opposizione e il governo ombra dovranno analizzare e condividere l’idea di D’Alema: lavorare sul terreno della cultura politica. Ma questo esige capacità di visione globale e di individuazione delle priorità da inserire nell’agenda politica, analizzandole con rigore e portandole davanti all’opinione pubblica in maniera convincente. “Dobbiamo tornare a sintonizzarci con la società, comprendere le paure e le domande che la attraversano”, secondo Dario Franceschini. Bisognava dare risposte, aggiungo io. Ora tutti al lavoro. Con piglio decisionista.
fp