Le morti bianche e la prevenzione

Nel nostro Paese si continua a morire sul posto di lavoro. Addirittura sei vittime in un giorno. Il record negativo lo detiene la Lombardia, con 21 morti bianche dall’inizio dell’anno. Una strage permanente che impone una seria riflessione di natura politica e sociale. Bisogna ripartire innanzitutto dal testo unico per la sicurezza nei luoghi di lavoro approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 1° aprile. Per i datori che non rispettano le norme è previsto l’arresto da quattro a otto mesi di carcere. Ovviamente, ciò che più conta, non è la sanzione che vale come deterrente, bensì un cambio di rotta verso una cultura del lavoro e della prevenzione. E’ notizia di oggi che a Vasto gli ispettori del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro della Asl Lanciano-Vasto hanno posto sotto sequestro un cantiere edile per gravi carenze in materia di prevenzione delle cadute dall’alto. Speriamo che l’agenda della nuova leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, preveda una concertazione con il sindacato dei lavoratori, il governo e le regioni sul tema della prevenzione. Non sono d’accordo con lei quando dice che la reazione del governo Prodi dopo gli incidenti alla Thyssen e a Molfetta è stata demagogica. Ora le norme ci sono, occorre rivedere invece il modo di lavorare, l’organizzazione e le modalità di applicazione delle misure di prevenzione.

fp

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