Gianni Alemanno stravince a Roma…è tempo di riflettere

Una sconfitta netta per Francesco Rutelli e per il centrosinistra romano. Una sconfitta che dimostra come questa volta siamo stati incapaci di veicolare qualcosa di diverso a segmenti importanti della società che cambia. Per dirla alla Bersani, non abbiamo messo “l’orecchio a terra”. Il risultato è netto: sette punti di vantaggio per il candidato del PDL. Gianni Alemanno ha fatto la campagna elettorale puntando il dito contro “il sistema di potere” creato ad hoc dal Veltroni e Rutelli. Una gestione del potere per il potere, l’autoconservazione e l’autoreferenzialità. Non voglio assolutamente sposare questa tesi semplicistica e priva di contenuto. Francesco Rutelli ha praticamente pagato lo scotto di una gestione politica precedente che, secondo alcuni osservatori, non ha saputo dare risposte concrete sul tema della sicurezza e del degrado. E lo dice chiaramente il fondo di Angelo Penebianco sul Messaggero di oggi: “I problemi erano sotto gli occhi di tutti, e tanti li denunciavano: c’erano i problemi della sicurezza, della pulizia, del decoro, e quindi del degrado, cioè di un tessuto umano e civile che andava sempre più indebolendosi e smagliandosi. Non bastava più dire che questa era la ‘modernità’, i problemi della ‘grande metropoli’, con cui era gioco forza abituarsi a convivere. La città ha voltato le spalle a questa autoreferenzialità, che dimenticava che la risposta non è quella di abituarsi a convivere con tali problemi, ma quella di trovare i mezzi per uscire da queste emergenze”. Ho molto apprezzato la riflessione di Pierluigi Castagnetti sul dato politico di ieri. Per il deputato del PD ”il periodo che va da qui al congresso del 2009 deve essere riempito da un analisi e conoscenza del cambiamento dell’Italia molto intensi. Non quindi poche riunioni tra pochi vertici. Meno loft e più immersione nella realtà del Paese”. Conosco le abitutini di Castagnetti: ogni fine settimana incontra e ascolta i suoi elettori a Reggio Emilia. Da questo punto di vista la bellissima vittoria di Luciano D’Alfonso a Pescara può insegnare molto alla nostra classe dirigente del Paese. Ora è tempo di riflettere e poi di lavorare seriamente per dare le risposte che i territori attendono. Un caro augurio, infine, a Nicolino Di Quinzio, che al secondo turno ha vinto a Francavilla al Mare.

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento