Archivio di giugno 2007

venerdì, 8 giugno 2007

Questa volta devo ammettere che Silvio Berlusconi ha detto una cosa sensata, in merito al fatto che Bush non andrà a Trastevere."E' una cosa inaccettabile, torna l'Italietta. Mi vergogno": ha dichiarato il leader di Forza Italia. Uno sfogo amaro che mi fa pensare molto alle ragioni di una sinistra antagonista in cerca di visibilità, qualora ve ne fossero di credibili e sensate. Una sinistra che include persone che non credono nell'arte della diplomazia e che pensano di poter cambiare il mondo protestando dalla mattina alla sera. Insomma…cara sinistra, o cambiate metodo o la storia vi annullerà completamente.

 

 

 

 

 

mercoledì, 6 giugno 2007

In una serata intensa il Senato ha bocciato la mozione della Cdl sulla vicenda Visco-GdF. Anch'io percepisco ogni giorno il malcontento dei cittadini, le delusioni dei giovani che non trovano un'occupazione decente, gli affanni degli amministratori degli Enti Locali, costretti a stringere la cinghia per far quadrare i conti. Tempi difficili si annunciano per la politica del Paese. Mi piace sempre ricordare come dai momenti  bui siano nate le migliori classi dirigenti. Mi piacerebbe che a Lanciano, come anche altrove in Italia, si affacci sulla scena politica una nuova generazione carica di aspettative e con tanta voglia di cambiare le cose che non vanno. Se è vero che si parte dal basso, ed è vero, cerchiamo di unire gli sforzi di tanti ragazzi e ragazze che nutrono forti aspirazioni e proviamo a rappresentare le esigenze di chi non ha voce, di chi non ha stimoli, di chi non vuole, insomma, anche per timore, farsi avanti.
Ma guai ad improvvisare…il rinnovamento del ceto politico passa o dovrebbe passare attraverso una severa selezione delle energie migliori presenti nei partiti politici. Allora i partiti devono tornare a fare i partiti. Care ragazze e cari ragazzi, per una volta abbandoniamoci al coraggio di osare. Se non osiamo saremo condannati a subire, perchè se non ci occuperemo di politica sarà la politica ad occuparsi di noi…

 

 

 

 

martedì, 5 giugno 2007

Mi preme far notare al centrodestra pescarese e regionale che il Sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, si limita solo ed esclusivamente a fare il suo dovere di primo cittadino. Probabilmente riesce a farlo meglio degli altri, vista la sua statura da leader indiscusso. Una personalità di grande spessore politico e culturale che non ha eguali in Abruzzo. Attaccarlo anche sulle lettere spedite ai bambini mi sembra davvero preoccupante. Ma il profilo del centrodestra non offre altre spiegazioni. Rassegnatevi, cari amici e care amiche della Cdl, il vero leader si chiama Luciano D'Alfonso…provate a confrontarvi con lui e…capirete davvero di chi sto parlando. 

lunedì, 4 giugno 2007

E' iniziato il viaggio in Abruzzo e in Italia dell'On.le Robero Giachetti con tante ragazze e tanti ragazzi

MARGHERITA ABRUZZO – comunicato del 30.05.07
"Un gruppo, un pulmino e tanta strada da fare!  
Iniziativa giro Abruzzo per Partito Democratico, dal 1 giugno al 4 giugno.
Parte proprio dall’Abruzzo il giro d’Italia per trovare una strada di interazione e coinvolgimento con la gente, fra la gente, verso la costituente del Partito Democratico. Protagonisti un pulmino, un simbolo “L’Ulivo”, un gruppo di ragazzi tra 20 e 35 anni, con la guida dell’On. Roberto Giachetti, accompagnato nel giro abruzzese da Massimiliano Perazzetti, responsabile giovanile regionale, componente dell’Assemblea Federale. Proprio quest’ultimo, con la collaborazione dell’On. Giorgio D’Ambrosio e delle segreterie regionale e provinciali, ha organizzato nella quattro giorni abruzzesi 11 incontri fra la gente (mercati rionali,  piazze, stabilimenti balneari, centri storici, luoghi di lavoro e di aggregazione), toccando le città oggi chiamate al ballottaggio quali Montesilvano ed Ortona. Le tappe: venerdi 1 giugno: Avezzano ore 13.00, Corfinio ore 16.30 in Piazza, L’Aquila ore 19.30 in Piazza; Sabato 2 giugno: Teramo ore 11.00 in Piazza, Silvi Marina ore 17.00 lungomare e piazza, Città Sant’Angelo ore 19.30 Centro storico;Domenica 3 giugno: Cappelle sul Tavo ore 11.00 Mercato rionale, Montesilvano ore 16.00 Strada Parco, Chieti ore 19.00 Centro Storico;Lunedì 4 giugno: Pescara ore 11.00 Mercato rionale zona stadio, Ortona ore 13.00 in città. Durante gli incontri, la comitiva incontrerà anche gli esponenti locali, provinciali e regionali dei DS e della Margherita, i Sindaci e le Amministrazioni locali e limitrofe, giovani della Sinistra Giovanile, della Margherita, le associazioni ad ogni livello, e soprattutto la gente. Molte le adesioni già registrate a sostegno e promozione dell’iniziativa, tra cui autorevoli referenti di tappa: Antonio Verini e Massimo Cialente (L’Aquila), Manola Di Pasquale e Tommaso Ginoble (Teramo), Giorgio D’Ambrosio, Gianluca Fusilli, Pina Fasciani (Pescara), Francesco Ricci, Tommaso Coletti e Loredana Di Lorenzo (Chieti e Ortona), Rocco Finocchio e Enzo Fidanza (Montesilvano), e soprattutto assieme ad esponenti e organizzatori locali di tappa quali: Monia Nanni e Luigi Gallucci (Avezzano), Alessandro Marzoli e Maurizio Di Cola (Chieti), Francesco Piccirilli (Ortona), Alessandra Leone e Antonio Melchiorre (Città Sant’Angelo), Alfonso Marinelli (Silvi Marina), Cristiano Zarroli e Amedeo Fusco (Pratola Peligna Corfinio), Bruno Di Stefano e Stefano Sonsini (Cappelle Sul Tavo), Yuri D’Antonio, Luigi Di Marco, Marco Rapino (Pescara), Sandra L’Innocente e Sandro Mariani (Teramo).

 

 

sabato, 2 giugno 2007

 

Signor Prefetto,

Autorità civili, militari e religiose

Cari cittadini e cittadine,

 

in primo luogo desidero ringraziare tutti coloro che hanno organizzato con tanta cura e dedizione queste manifestazioni con le quali vogliamo esprimere la partecipazione della comunità, delle comunità di questo territorio provinciale alla Festa della Repubblica, la festa di tutte le Italiane e di tutti gli Italiani.

Oggi commemoriamo in primo luogo la forza del nostro popolo di gettarsi dietro le spalle un passato di ingiustizie, miserie e sconfitte 61 anni fa, per scegliere di determinare autonomamente il futuro, un futuro allora tutto da ideare e immaginare nella sola consapevolezza che sarebbe stato un futuro migliore, perché sarebbe stato vissuto nella libertà e nel mutuo riconoscimento dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini.

Un elemento qualificante di questo nuovo inizio fu rappresentato proprio dalla partecipazione al voto delle donne, che in quella circostanza per la prima volta ebbero la possibilità di intervenire a pieno titolo alla vita democratica della Nazione, contribuendo così in modo determinante alla formazione di una nuova Italia.

L’affluenza delle donne ai seggi fu straordinaria, un segno evidente della volontà di partecipare a un momento fondamentale, nel quale con la scelta della forma istituzionale e l’elezione della Costituente si ponevano le basi per l’avvenire del Paese.

Oggi a distanza di tanti anni dobbiamo riconoscere che l’assetto sostanziale della politica italiana non consente ancora condizioni di partecipazione paritaria delle donne alle istituzioni democratiche, il che costituisce un danno enorme per la stessa Repubblica che si vede depauperata di molte delle sue energie migliori e più consapevoli.

È un nostro indifferibile dovere mutare radicalmente questa situazione, poiché è proprio nei meccanismi di esclusione e inaccessibilità del potere pubblico che si annidano le cause della degenerazione che ripetutamente suscita scandalo e ulteriore distanza nelle cittadine e nei cittadini italiani. 

Questa ricorrenza, al contrario, si pone alla nostra considerazione come simbolo della liberazione realizzata delle intelligenze, delle aspirazioni, delle idee e dei valori delle persone, una liberazione che trovò la sua principale espressione nell’elaborazione di una grande carta costituzionale, la quale, come ha detto lo scorso anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, costituisce “l’autentica Tavola dei valori e dei principi in cui riconoscersi, dei diritti e dei doveri da rispettare”.

La Costituzione ci insegna in primo luogo il linguaggio della responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti del singolo, della comunità, dello stato e dell’umanità più in generale.

Dobbiamo scongiurare il rischio che questa consapevolezza si opacizzi, determinando una crisi che è tanto intollerabile quanto esiziale soprattutto all’interno della sfera pubblica e del ruolo che gioca in essa la classe dirigente in tutti i suoi livelli di articolazione.

Molto opportunamente nel suo messaggio odierno il Capo dello Stato pone alla nostra attenzione proprio questo punto, l’esigenza inderogabile di una forte e più consapevole assunzione di responsabilità in particolare di chi ha ruoli istituzionali per restituire efficienza, credibilità e partecipazione al sistema politico, attraverso cambiamenti e comportamenti concreti che coinvolgano tutte le forze politiche.

Non possono prevalere più le convenienze di parte in un momento nel quale è in gioco l’interesse generale, che parla il linguaggio non dei poteri e dei privilegi, ma delle opportunità da rendere possibili, delle intelligenze da valorizzare, delle risorse da utilizzare con frutto soprattutto per le nuove generazioni, per le italiane e gli italiani che fanno sempre più fatica a trovare spazio di espressione in una società che troppo di frequente si rivela come matrigna.

La condizione presente della Repubblica ci spinge ad adoperarci per dare vita a una nuova stagione della vita pubblica del Paese, nella quale crescano la cultura della democrazia e della legalità e la considerazione riconosciuta alle idee e ai progetti di vita delle persone, per le quali la comunità deve porsi come un alveo accogliente.

In questo modo porremo le condizioni per una effettiva nuova cittadinanza, che ormai deve superare i limiti angusti nei quali è confinata e riconfigurarsi come dimensione attiva della partecipazione realizzata a una pluralità di ambiti politici e sociali, in una prospettiva sovranazionale.

In questo anno bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi ci è caro ricordare il pensiero di questo grande italiano che, accanto alla lotta generosa per l’Unità e la liberazione della Patria, concepì e propugnò l’ideale dell’unità tra tutti i popoli dell’Europa e del mondo, come strada maestra per dare riscatto e un avvenire di pace e benessere agli uomini e alle donne sfruttati dall’egosimo delle classi privilegiate, nella costituzione di una Repubblica vista come sola forma di governo degna di un popolo libero.

Rinnovando questo ideale, ritorniamo alla Costituzione e al sentimento repubblicano che è prima di tutto un saldo amore per il bene comune, l’aspirazione e la volontà di operare per il vantaggio di tutti, per portare più avanti il cammino storico dell’Italia, nella cornice della grande costruzione europea che è la pietra su cui poniamo la speranza del nostro avvenire.

Viva la Repubblica, viva l’Italia, viva l’Europa.

 

Luciano D’Alfonso

Sindaco di Pescara