venerdì, 29 giugno 2007

Il tema che mi sta particolarmente a cuore in questo momento riguarda la mia generazione, quella che fa fatica a contribuire a rinnovare (e innovare) il sistema politico italiano, vecchio e desueto, privo di spinta propulsiva e di capacità di immaginazione. Abbiamo una classe dirigente che non ci fa sognare: non parla alle persone, non suscita emozioni, non esprime senso compiuto alle decisoni vitali per il Paese. Forse è giunto il momento di "ri-partire" insieme, con un nuovo entusiasmo, e pensare che il Partito democratico possa per davvero essere il luogo della sintesi e della partecipazione, della condivisione di scelte strategiche e non un mero cartello elettorale, simbolo di tatticismo autoreferenziale. Un Partito che si faccia carico dei dolori e delle speranze dei cittadini, di coloro i quali soffrono in silenzio, dei tanti problemi che ci sono e di cui nessuno ne parla. La politica deve smetterla di rivolgersi a se stessa e guardare oltre i confini della realtà. La politica deve tornare a far sognare le folle e parlare il linguaggio delle emozioni. Ma perchè accada questo c'è bisogno di coltivare la dimensione morale delle classi dirigenti future, di alimentare la conoscenza delle regole e di ridare alla politica la serenità che in questo momento non ha. In altre parole, care amiche e cari amici, facciamoci avanti e per una volta ascoltiamo le parole del nostro illustre D'Annunzio: abbiamo il "coraggio di osare".
Francesco Piccirilli
Mi dispiace ricevere l'epiteto di democristiano: per età e condizione storica non ho vissuto la stagione della Democrazia Cristiana. Potrei definirmi Popolare perchè la prima tessera l'ho avuta proprio nel PPI. Oggi, a distanza di nove anni, non rinnego quell'esperienza anzi, mi piace sempre di più e la porterò dentro di me gelosamente nel Partito democratico. Quindi, caro interlocutore, sei fuori dalla storia. Semmai democratico e non democristiano. Le parole per me hanno sempre un significato. Le banalizzazioni le lascio agli stupidi… e a coloro che non sanno cosa sia la vera politica.
FRANCESCO PICCIRILLI