Vi propongo il documento a firma dell'amico Amedeo Fusco sulle vicende che hanno segnato Montesilvano, posto stasera all'attenzione del tavolo politico dei giovani del centrosinistra riunito a Pescara.
Il caso di Montesilvano, scoppiato a ridosso della vicenda F.I.R.A., se ripropone in tutta la sua forza il tema del rapporto tra politica ed etica, impone anche un atteggiamento prudente, che ci eviti la deriva sulle onde di un giustizialismo a tutti i costi.
Di questi giorni è il dibattito nazionale sulla figura di Bettino Craxi: controversa, è indubbio, ma, troppo subito e troppo in fretta, liquidata con una sentenza irrevocabile di condanna da parte dell’opinione pubblica, che forse la storia va già rivedendo.
Memorabile il discorso del leader socialista alla Camera, convocata per decidere sull’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.
Tenere ben chiari e ben fermi quei momenti di oltre due lustri, non si iscrive in un’esigenza retorica, ma vale, a nostro avviso, a stimolare una riflessione da cui non possiamo esimerci.
La politica non può, non deve oggi ripetere quanto ha fatto in un passato neppure troppo remoto, non deve confondere il proprio profilo con quello processuale, che non le compete e, il che è peggio, non deve abbandonarsi in j’accuse, che suonano come irrevocabili condanne.
Prima di tutti e, permettetecelo, più di tutti, i GdM Abruzzo hanno provato sconcerto ed indignazione per i fatti di Montesilvano, tuttavia hanno ben compreso quanto sia necessario un momento, per così dire di raffreddamento, prima di emettere un giudizio.
Un giudizio politico, s’intende: essendo quello penale riservato ai Magistrati, verso cui sottolineiamo assoluta fiducia.
Se la politica, che a nostro avviso, è la forma prima e più alta dell’etica, fa a meno della seconda, se non è chiara la distinzione tra interessi della città e propri personali interessi, è facile che allignino malaffare e corruzione.
La corruzione dei singoli però non può né deve essere considerata corruzione di un’intera classe politica e, soprattutto, dell’intera base politica.
Per questo riteniamo che per Montesilvano si debba ripartire da Montesilvano, per debito rispetto verso quelle tante persone oneste, che hanno dato fiducia al centro sinistra, e per quanti,- la maggior parte!-, hanno lavorato per i partiti, ignari di quanto avveniva.
Tra i principi salienti che innervano la nostra mozione congressuale è quello di sussidiarietà.
E Montesilvano ci dà l’opportunità di anticipare quello che sosterremo al congresso.
Se le decisioni che riguardano il territorio devono essere prese, privilegiando i livelli territoriali minimi, si comprenderà che è ineliminabile un momento di confronto con le realtà territoriali costituite nella Città costiera.
Non ascoltarle preventivamente significherebbe voler imporre dall’alto strategie, che alla fine risulterebbero subite e perciò estranee e non condivise.
Di qui la necessità di avviare in tempi brevi un momento di confronto con tutte le segreterie politiche locali di centro sinistra, per favorire la presentazione di un cartello di coalizione per le amministrative.
Apprezziamo lo spirito collaborativo che ha animato tutti, sin dalla prima riunione, e siamo certi che in Tutti c’è la volontà di costruire assieme un percorso, ispirato da un modo nuovo di amministrare.
Siamo consapevoli però, e lo ripetiamo, che c’è il rischio di abbandonarsi a tentazioni giustizialiste. E siamo certi che indulgervi sarebbe un errore.
Forse, nel breve periodo, sarebbe conveniente cavalcare l’onda lunga del processo e della condanna di piazza, ma nel lungo periodo correremo il rischio di un miserevole naufragio, che, per senso di responsabilità, dobbiamo evitare.
Nella scorsa campagna elettorale per le politiche, la responsabilità pareva essere stata elevata a cifra dell’impegno pubblico!
Oggi possiamo far sì che lo sia veramente.
E’giunto il tempo di risemantizzare la politica: di riportarla ad arte del governo della città, nella città, per la città.
Questo sarà possibile nella misura in cui riusciremo a coinvolgere le migliori risorse politiche, intellettuali e umane di Montesilvano, promovendo candidature, che rappresentino al meglio le istanze della Città, in quanto le avvertono e le sentono proprie.
In questa prospettiva siamo convinti che l’impegno di un tavolo dei giovani del centro sinistra dovrà indirizzarsi anzitutto nello stimolo programmatico, nell’augurio che il cartello, che si andrà costituendo, sia cartello di programmi.
Sarà fondamentale allora intercettare i dissensi, il disappunto, i malumori, l’indignazione, cercando di tradurli, il più possibile, in fiducia.
In quest’opera dovrà avvalercisi dei giovani, attraverso l’attivazione di luoghi di ascolto, di comitati elettorali di quartiere, -chiamiamoli pure così!-, che facciano emergere con chiarezza lo spirito di servizio come l’indice d’un nuovo modo di fare politica. Il programma politico e amministrativo si scriverà da se e si comincerà a recuperare una credibilità, oggi purtroppo compromessa.
Alla luce di quanto detto, abbiamo pensato di proporre ai Giovani Amici del Centro-Sinistra e della Sinistra, presenti stasera, una serie di punti intorno a cui lavorare.
Per facilitarne la discussione, li riassumiamo in breve:
1) attivazione di contatti con le rispettive componenti politiche costituite nella Città di Montesilvano, per concertare le strategie più opportune;
2) costituzione di un tavolo giovanile regionale, che dovrà ampliarsi con rappresentanze giovanili territoriali, per tracciare la strategia da seguire. Sarebbe auspicabile che la guida del tavolo fosse, appena possibile, affidata ai giovani del luogo;
3) promozione di punti d’ascolto da parte delle rispettive componenti cittadine giovanili, per registrare il dissenso e individuare le esigenze avvertite dai cittadini;
4) stimolare, attraverso la promozione di qualche grande evento, una riflessione sul rapporto tra politica ed etica, per concorrere, per quanto possibile, alla restaurazione di una minima serenità d’analisi;
5) lavorare assieme ai giovani del luogo alla stesura di un programma, che qualifichi il prossimo cartello di coalizione prima di tutto come un cartello di programmi;
6) favorire le candidature dei nostri giovani, per porre le basi di una nuova classe politico-dirigente della Città costiera.
Amedeo Fusco
Resp. Relazioni Esterne e Pd GdM Abruzzo