Archivio di novembre 2006

mercoledì, 29 novembre 2006

Le donne della Margherita: Amalia Vetromile

Roma, 28-11-2006

E' nata a Napoli il 23 agosto 1955
Laureata con lode in Chimica Industriale, autrice di una tesi oggetto di pubblicazione scientifica, dopo un’ esperienza da ricercatore universitario, sceglie l'informatica. Diciassette anni in IBM, quindi due presso il Centro Nazionale per l'Informatica nelle Pubbliche Amministrazioni (CNIPA).
Dirigente da oltre quattro anni in Engineering Ingegneria Informatica S.p.A., si occupa attualmente di grandi progetti rivolti all'innovazione ed al cambiamento della Pubblica Amministrazione. Orientata al raggiungimento degli obiettivi e alla soddisfazione del cliente, ha una elevata capacità di cogliere le emergenti esigenze del mercato di servizi a valore aggiunto, coniugando leadership e orientamento al coaching, in grado di valorizzare le specificità dei singoli, lavorando in team.
Trova anche il tempo per scrivere articoli di management, per docenze universitarie e attività socio-culturali.

mercoledì, 29 novembre 2006

ANCI, Giacomo D'Arrigo è il nuovo Coordinatore della Consulta dei Giovani Amministratori

Perugia, 29-10-2006

Foto articoloGiacomo D'Arrigo, consigliere Comunale di Nizza di Sicilia (Messina) e membro dell'Osservatorio ICT della Margherita, è stato nominato,dal presidente dell'ANCI Leonardo Domenici, Coordinatore nazionale della Consulta dei giovani amministratori, denominata come "ANCI Giovani".

Si tratta di un importante riconoscimento alla professionalità di Giacomo D'Arrigo, già da molto tempo responsabile per la Regione Sicilia all'interno dell'Osservatorio ICT della Margherita.

La consulta dei Giovani ha infatti già iniziato i suoi lavori e si è riunita per la prima volta a Perugia, presso il Teatro Morlacchi, mercoledi' 25 ottobre proprio in occasione dell'apertura dell'Assemblea annuale dell'Anci, alla presenza del Presidente Leonardo Domenici e del ministro delle politiche giovanili Giovanna Melandri.

Le funzioni di questa Consulta riguarderanno:

lo svolgimento di attivita' di proposta, promozione e programmazione relativa alle iniziative politiche e tecniche rivolte al conseguimento degli obiettivi di interesse dei Giovani Amministrato;

Il proporsi come strumento per lo scambio di opinioni ed esperienze riguardo le problematiche dei giovani amministratori;

Essere infine un luogo di dibattito nel quale sia possibile rintracciare soluzioni,idee e progetti utili a contribuire al rilancio dei territori e delle comunita' dei comuni aderenti.

Inoltre la consulta, in accordo con l'Anci, ha in programma sia l'istituzione di un osservatorio nazionale sulla nuova classe dirigente locale, finalizzato alla crescita politica, sociale e culturale delle giovani generazioni impegnate a favore del proprio Comune, in particolare, attraverso la partecipazione diretta nelle Amministrazioni locali.

A Giacomo D'arrigo vanno i complimenti di tutti i membri dell'Osservatorio ICT della Margherita, nella certezza che la sua professionalità darà nuovi importanti impulsi all'attività degli Enti Locali.

Valerio Pieroni, Redazione Osservatorio delle ICT 

 

ALL'AMICO GIACOMO FORMULO I MIEI MIGLIORI AUGURI DI BUON LAVORO.

FRANCESCO PICCIRILLI 

 

martedì, 28 novembre 2006

27 Novembre 2006

Fuori dagli unanimismi sul Pd. Intervento di Federico Manzoni

Siamo in attesa di un commento a sostegno della mozione ulivista da parte di Luca Rizzo Nervo.
In attesa che il "nostro" trovi un po' di tempo, ospitiamo il coraggioso intervento di Federico Manzoni, certamente al di fuori della linea politica de "larete", ma molto apprezzabile per la chiarezza.

Schema intervento Congresso prov.le Margherita BS –
25 novembre 2006 di Federico Manzoni

 Federico Manzoni


Trattandosi di candidatura (e dunque di lista) unica, sarebbe scontato dire ‘voterò Girelli’. Vorrei però dire che lo voterò volentieri perché – al di là delle considerazioni di carattere politico – ho molto apprezzato il lato
umano del suo agire e penso che questo sia importantissimo nella politica.

Ciò non mi esime da sottolineare alcune critiche puntuali:

-         l’assenza di un’assemblea plenaria degli iscritti della Margherita bresciana da molto tempo (l’ultimo appuntamento risale infatti alla due-giorni di Ponte di Legno nel luglio 2005);

-         l’approccio al tema PD.

Vorrei constatare come negli ultimi anni la nostra evoluzione politica ci abbia portati a rinnegare – in tempi e modi diversi – alcuni presupposti sui quali ci eravamo caratterizzati (anche nel dissidio del ’99 tra Prodi e il Ppi):

-         l’appartenenza europea al PPE e internazionale all’IDC;

-         il partito politico laico ma cristianamente ispirato;

-         il rifiuto dell’americanizzazione della nostra democrazia (evoluzione bipartitica, ricorso allo strumento delle primarie, smisurata accentuazione su governabilità e su leadership, cumulo tra le figure di leadership e premiership);

-         la costruzione della Margherita non come anticipazione di un partito unico, ma come ‘la gamba di centro’ dello schieramento di centro-sinistra.

Abbiamo sbagliato allora o stiamo sbagliando oggi ?

Sulla base di questi presupposti, sono fondamentalmente due le critiche che faccio alla mozione Rutelli:

-         c’è un’evidente contraddizione interna sul giudizio che si dà dell’esperienza della Margherita (positiva, luci e ombre, sostanzialmente fallita) e questo non è ininfluente per quanto riguarda la costruzione del PD (l’esempio della Margherita sarà portato a modello anticipatorio ovvero sarà non imitandum ?);

-         si glissa troppo agevolmente sulla questione della collocazione europea. Giusto dire che non si entrerà nel PSE, ma poi che cosa si intende con centro-sinistra europeo ? A quali partiti si fa riferimento quando si parla di “forze democratiche e di progresso” e di “grande rete dei riformisti” ?

Di conseguenza non posso non criticare anche gli scettici sul PD (Bonfanti, De Mita…) che hanno firmato tale mozione e tutti i bresciani in Assemblea Federale (Del Bono, Galperti, Buizza, Girelli) che hanno fatto lo stesso.

Se devo dare un giudizio sulle due mozioni (Bordon-Parisi e Rutelli) sono alternativo alla prima e differente dalla seconda.

Al di là degli aspetti eticamente sensibili, sono tre le ragioni – laiche – di critica al progetto del PD:

1) sul piano storico-culturale: l’esperienza dei movimenti politici di ispirazione cristiana (anche quando – come in Francia o in Belgio – si sono evoluti in forme laiche) è una storia di pluralismo politico, non di sincretismo e di assimilazione.

Peraltro non si tratta di un romantico e nostalgico retaggio storico: ancor’oggi esistono importanti (ed elettoralmente significative) esperienze politiche di pluralismo (ossia di coalizioni, non di partiti unici) in Cile, in Catalogna, in Belgio, in Francia. Anche in Germania, all’interno della CDU, si confrontano diverse anime, di cui una molto vicina alle nostre posizioni anche in campo economico-sociale (candidato Ruettgers al prossimo congresso nazionale, Elmar Brok, capodelegazione CDU al Parlamento europeo, Wolfgang Schauble, attuale ministro dell’Interno…);

2) sul piano della qualità della democrazia: leggendo la relazione Vassallo sulla forma-partito al Convegno di Orvieto e la mozione Bordon-Parisi, emerge una visione antitetica alla nostra (e peraltro antitetica anche a quanto abbiamo propagandato come comitato per il No all’ultimo referendum costituzionale). Noi siamo contro la legittimazione diretta dei vertici degli esecutivi (e, a maggior ragione, del premier) e per la centralità delle assemblee elettive (e a maggior ragione del Parlamento). Siamo per la divisione tra ruoli di partito e ruoli di governo, non per il loro cumulo (leader del PD quale automatico candidato premier…). Siamo per la democrazia delegata nei partiti più che per le primarie.

3) sulle famiglie politiche europee. Ci sono stati errori della Margherita in questi anni:

- forse si è abbandonato il PPE fuori tempo massimo, ossia proprio quando nel PPE stesso si è incrinato il rapporto coi conservatori inglesi (che probabilmente faranno gruppo a sé) e Martens ha chiuso la porta in faccia all’ingresso di Fini e AN;

- il PDE, che si è fondato due anni di fa, di fatto non è un partito. Troppo piccolo, troppo poco democratico, troppo somma dei partiti nazionali.

Non si può però dimenticare chi sono oggi i leader politici europei vicini alla nostra idea di Europa. Sono:

-         democratici-cristiani (Angela Merkel, Jean-Claude Juncker – premier lussemburghese, Romano Prodi),

-         liberaldemocratici (Guy Verhofstadt, premier belga e autore de ‘Gli Stati Uniti d’Europa’, 2006; Graham Watson, inglese, capogruppo ADLE),

-         verdi (Joska Fischer, ex ministro esteri Germania, Daniel Cohn Bendit – francese – e Monica Frassoni, co-capigruppo Verdi al Parlamento europeo).

E’ paradossale che noi discutiamo di fare un partito nuovo in Europa (o peggio di entrare in uno già esistente) con gli unici partner (i socialisti europei) che non esprimono nessuna posizione autenticamente europeista (sono solo italiani: Amato, Napolitano e un cristiano-sociale francese come Delors, peraltro assai inascoltato in patria).

 

TRATTO DA www.larete.ilcannocchiale.it

martedì, 28 novembre 2006

In questi giorni ho letto e ascoltato troppe mezze verità in merito a Montesilvano e alla Fira. Mai un discorso logico e che abbia un minimo di coerenza. Molte posizioni inconcludentemente moraliste e troppo poche le sensibilità percepite che hanno chiamato in causa il ruolo dei partiti, il rapporto tra il potere-istituzionale e quello economico.
Io milito nel partito della Margherita, quello nel quale è iscritto anche Enzo Cantagallo e ho cercato di riflettere molto su ciò che è successo a Montesilvano e alla Fira. Accomuno tutti e due i fatti perchè sono accomunabili. Si può parlare in Abruzzo di una questione morale che ritorna sull'agenda politica-istituzionale di coloro i quali fanno riflessioni con valenza collettiva. Perchè è giusto parlare di una questione morale?
Innanzitutto per le dimensioni che si stanno rilevando, per il livello istituzionale che è coinvolto, poi perchè ogni volta che accade una vicenda che coinvolge l'organo della magistratura la politica è convocata a occuparsene, perchè noi non possiamo mai e soprattutto in queste circostanze scommettere sulle virtù personali dei singoli. La politica ha l'obbligo di organizzare collettivamente e con certezza la correttezza di coloro i quali hanno mandati pubblici. A livello nazionale, in qualità di componente dell'assemblea Federale dei Giovani della Margherita, voglio occuparmi da oggi e nel futuro per ciò che mi compete, alla luce dei fatti accaduti, di una riflesione che generi delle iniziative di cambiamento sapendo che le regole non vengono stabilite una volta per tutte ma vengono ripetutamente adeguate.
Oggi si pone in Abruzzo un tema forte di questo tipo e io sono convinto che ci sono le capacità e le qualità che la classe dirigente si AUTORIPENSI e RIPENSI anche il meccanismo di funzionamento delle istituzioni.
In questo caso paradossalmente il partito diventa o il vettore dei comportamenti sbagliati o il limite, l'impedimento ai comportamenti sbagliati, se svolge funzioni, se esiste, con la sua naturale attività di vocazione.Ma il partito cosa deve fare?
SELEZIONARE LE CLASSI DIRIGENTI!!! Le stesse che poi vengono sottoposte al voto, quelle candidabili. Non devono avere le mani libere. Vanno verificate. Se non ci sono verifiche politiche, saltano anche quelle legate ai circuiti istituzionali per via dello snellimento della "procedura", quello che poi rimane ed è l'ultimo controllo è quello PENALE. Quindi auspico un ritorno alla politica, ragionata, pensata, progettata, discussa, con meccanismi di verificazioe fisiologica. Bando all'improvvisazione ritorniamo a parlare di politica nei luoghi più consoni, nelle sezioni e nei circoli.

domenica, 26 novembre 2006
23/11/2006
Politica e nuove tecnologie
Margherita, osservatorio regionale su innovazione e comunicazione. Un lancianese in commissione
Commenti alla notizia (0) | torna alle news

LANCIANO. Un giovane lancianese è stato scelto per far parte della commissione tecnico-programmatica del dipartimento Innovazione e sviluppo dell’osservatorio regionale sulle Information and Communications Technology (Ict) della Margherita. Si tratta di Francesco Piccirilli, componente dell’assemblea federale dei Giovani della Margherita.

«Una scelta che è sinonimo della ricerca che il partito promuove a ogni livello di nuova classe dirigente da rapportare con i saperi e le conoscenze», spiega in una nota Massimiliano Perazzetti, presidente regionale del gruppo giovanile. «Si pone con urgenza, in una fase come questa per la politica nazionale e regionale, un salto di qualità», dichiara Piccirilli, «è necessario far capire all’attuale classe dirigente l’importanza dell’innovazione, anche dal punto di vista comunicativo».

L'osservatorio ha lo scopo di dotare gli amministratori del partito di strumenti programmatici per rappresentare al meglio le necessità e le priorità da affrontare sulla questione Ict nell’azione amministrativa. I lavori della commissione tecnica-programmatica sono stati avviati lunedì scorso a Pescara, con 34 aderenti quali tecnici, professionisti, operatori ed esperti del settore provenienti dalle quattro provincie abruzzesi, unitamente ai responsabili regionali e nazionali.

 

www.lanciano.it

 

sabato, 25 novembre 2006

mercoledì, 22 novembre 2006
 
Sale la tensione a sei giorni dall'arrivo del Pontefice
Turchia, proteste contro la visita del Papa
Un centinaio di nazionalisti occupa la Basilica di Santa Sofia. Interviene la polizia che arresta una quarantina di manifestanti

Istanbul, 22 nov. (Adnkronos/Ign) – Sale la tensione in Turchia in vista della visita del Papa nel Paese. La polizia turca è intervenuta nella Basilica di Santa Sofia, occupata da un centinaio di nazionalisti che protestavano contro l'arrivo del Papa, ed ha arrestato una quarantina di dimostranti. Secondo quanto riporta la televisione turca Ntv – il gruppo, appartenente ad una formazione di estrema destra, il Partito della Grande Unità, che ha già iscenato altre manifestazioni di protesta contro la visita di Benedetto XVI – sono entrati urlando ''Allahu Akbar'', Allah è grande, e poi si sono inginocchiati per pregare. Hanno inoltre urlato degli slogan di avvertimento al Pontefice: ''Papa, non fare errori, non abusare della nostra pazienza''.

Prima che i dimostranti riuscissero a leggere un comunicato stampa, la polizia li ha circondati ed ha trasferito i fermati nel vicino commissariato per gli interrogatori.

La protesta di oggi arriva a quattro giorni dalla grande manifestazione contro la visita del Papa, organizzata dal partito conservatore islamista turco 'Saadet Partisi' (Sp) – in italiano il 'partito della Felicità'. Gli organizzatori puntano a portare domenica 100mila persone in piazza contro l'arrivo di Benedetto XVI in Turchia previsto per il 28 novembre. I dimostranti, si legge nella nota di 'Sp', daranno vita ad un grande corteo ad Istanbul, marciando dietro allo striscione ''Non lasciate che l'ignorante e astuto Papa venga in Turchia''.

Il programma del Pontefice in Turchia prevede anche la visita della Basilica di Santa Sofia. Diventata la principale moschea di Istanbul dopo la conquista nel 1453 da parte del sultano Mehmet, è stata trasformata in un museo dal governo turco nel 1935.

Dietro le proteste di Istanbul contro l'arrivo del Papa si nasconde la spinta politica, proveniente ''da livelli superiori'', che vuole ''allontanare la Turchia dall'Europa'', ma ''nell'intenzione del Papa c'è la volontà forte di fare questo viaggio, quantunque sia al corrente delle difficoltà'' e per questo ''da parte sua verrà la proposta di rilanciare con urgenza l'idea del dialogo, l'unica idea che può salvare questo nostro mondo''. E' quanto ha detto questo pomeriggio all'ADNKRONOS mons. Luigi Padovese, vicario apostolico in Anatolia, in merito alle manifestazioni di protesta contro la visita del Pontefice.

mercoledì, 22 novembre 2006
 
"Non vogliamo cooperare né con l'estrema sinistra né con l'estrema destra"
Ppe, Martens: "Impossibile ingresso di An''
Il presidente del Partito popolare europeo: "Serve un nuovo partito di centro''

Roma, 22 nov. (Adnkronos/Ign) – ''L'An di oggi è esclusa'' dalla possibilità di aderire al Ppe. Così il presidente del Partito popolare europeo Wilfried Martens, oggi a Roma per presentare il suo libro ''Memorie per il mio Paese''. Martens spiega che l'ingresso nei Popolari europei della formazione di Gianfranco Fini passa per la creazione di ''un nuovo partito di centro''.

''Non ho ancora ricevuto alcuna richiesta di adesione da parte di An -ha detto Martens-. Abbiamo una posizione molto chiara: non vogliamo cooperare né con l'estrema sinistra né con l'estrema destra. Le basi per essere ammessi sono quelle di accettare i principi del Ppe e il nostro programma di base'' che ha come punti essenziali economia sociale di mercato, l'Europa come federazione e i diritti fondamentali della persona.

''An -ha proseguito il presidente del Ppe- è un problema innanzitutto in Italia. Bisogna stabilire se ci sarà un'evoluzione politica in Italia, se si va verso la costruzione di un partito che accetti i principi del Ppe e il nostro programma di base. Ci vuole un nuovo partito di centro, l'An di oggi è esclusa, la prima fase passa in Italia. Senza un nuovo partito di centro non è possibile''.

mercoledì, 22 novembre 2006

Cellulari e il business delle ricariche

22/11/2006 – Cresce l'attesa del pronunciamento di Agcom e Antitrust sui costi di ricarica per le schede prepagate. Il rapporto delle due Authority, di cui hanno parlato i maggiori quotidiani nazionali, evidenzia innanzitutto il valore del business delle ricariche: il 91% degli utenti di telefonia mobile italiani hanno una scheda ricaricabile, una quota che per le commissioni pagate per le ricariche nel 2005 ha significato un introito di un miliardo e 714 milioni di euro. Gli utenti più penalizzati risultano essere quelli che effettuano ricariche di importi relativamente bassi, in quanto il costo relativo alla commissione viene ammortizzato su un credito inferiore.

Pur esistendo operatori che propongono promozioni ed offerte che non comportano costi di ricarica, le due Authority sottolineano come questo non sia sufficiente a ridimensionare le proporzioni del fenomeno. Ma quali sono le motivazioni alla base dei costi di ricarica? Gli operatori giustificano le commissioni con il fatto che devono remunerare gli intermediari, ossia i soggetti che veicolano il servizio di ricarica che si trovano tra i gestori e gli utenti, come i rivenditori (ricevitorie, edicole presso cui si acquistano ricariche e carte servizi) e le banche (che consentono di ricaricare tramite sportelli bancomat e conti correnti online). I costi di queste operazioni sono però stati calcolati, per l'anno scorso, in 769 milioni di euro, coperti i quali restano (per differenza dal miliardo e 714 milioni sopra evidenziato) 945 milioni di ricavo.

Altro aspetto evidenziato dall'indagine, gli importi dei costi di ricarica. Che, ad eccezione di alcune opzioni tariffarie o promozioni, si ripetono nei tagli di ricarica degli operatori. Secondo le Authority, i carrier su questo business non si sarebbero fatti concorrenza proprio per salvaguardare questa sacca di redditività. Ulteriore fattore oggetto di analisi di Agcom e Antitrust, il vantaggio finanziario derivante dal pagamento anticipato. Le ricariche sono infatti "prepagate" per definizione: l'utente paga in anticipo il traffico di cui deve ancora fruire. Un vantaggio difficilmente quantificabile e che le Authority stimano in un range che va da 20 a 200 milioni di euro.

[REDAZIONE WEB INTERFREE]

mercoledì, 22 novembre 2006

Margherita Regionale: Al via i lavori del Dipartimento Innovazione e Sviluppo

 

 

L’Osservatorio Regionale sulle ICT (Information and Communications Technology) della Margherita ha avviato i lavori della Commissione Tecnica e Programmatica del Dipartimento Innovazione Sviluppo. Nella giornata di lunedì 20 novembre, presso la sede del partito a Pescara, 34 aderenti quali tecnici, professionisti, operatori ed esperti del settore provenienti dalle quattro provincie, unitamente ai responsabili regionali e nazionali dell’Osservatorio ICT, hanno costituito la commissione predetta che avrà il compito di determinare dapprima le analisi sullo stato dell’arte dell’ICT nei diversi comparti e sistemi regionali,  (enti, istituzioni, scuola e università, sanità, turismo e beni culturali, imprese, infrastrutture e reti, e-gov e servizi telematici, ecc.), per poi procedere alle progettualità supportate dalle diverse professionalità espresse dalla stessa. Il fine è quello di dotare gli amministratori del Partito ad ogni livello di strumenti programmatici in grado di rappresentare al meglio le necessità e le priorità da affrontare sulla questione ICT nell’azione amministrativa da promuovere nel territorio di riferimento. “Creare sistemi progettuali di ampia veduta, far conoscere e razionalizzare i punti di sviluppo e di eccellenza oggi presenti sul territorio, mettere a sistema le diverse progettualità tenendo conto soprattutto le problematiche nel campo della connettività, essere relazione costante tra enti locali e Stato attraverso gli apparati amministrativi provinciali e regionali” è quanto è emerso nelle premesse all’incontro esposte dai responsabili regionali, quali: Loredana Di Lorenzo, Presidente reg.le, Monia Nanni e Massimiliano Perazzetti, membri del consiglio direttivo nazionale, Manola Di Pasquale, direttivo regionale. I componenti della Commissione parteciperanno ai gruppi di lavoro istituiti a livello centrale, dove l’Osservatorio nazionale, promosso dal Ministro Lanzillotta, sta promuovendo un laboratorio costante sulle ICT a supporto dell’attività dei diversi Ministeri.