lunedì, 30 ottobre 2006
Lettera rivolta al Giovanile Regionale e per conoscenza agli allievi del CFP
Milano.
UNA VERA LEZIONE DI FORMAZIONE POLITICA ATTUALE
Cari amici, ecco cosa succede a Città Sant’Angelo (PE), il comune dove
risiedo, quando un gruppo di amici vuole difendere i principi di
partecipazione, trasparenza e condivisione, attraverso la ricerca di tavoli
di confronto all’interno del partito locale atti esclusivamente a promuovere
linee e indirizzi politici nel pieno rispetto delle istanze e delle
necessità che vengono mosse da più parti della nostra collettività angolana.
Mi sono permesso di firmare assieme ad altri sei iscritti autorevoli (io ho
firmato come semplice iscritto) una mozione di sfiducia nei confronti della
gestione del partito locale, al fine di riattivare una partecipazione che da
due anni manca nonostante diversi formali solleciti supportati da
raccomandate con ricevute di ritorno rivolte al segretario, soprattutto per
il fatto che oramai non possiamo parlare di partito democratico se non
attiviamo incontri in merito. E come possiamo attivare incontri in merito se
non attiviamo incontri al nostro interno? Come facciamo ad attivare incontri
con la locale forza DS se non abbiamo l’opportunità di creare un indirizzo
politico all’interno della nostra segreteria locale?
Tutti noi in questi giorni stiamo muovendo sull’intero territorio un
percorso verso il PD, a difesa della partecipazione allargata e nel rispetto
delle opinioni e contributi di tutti.
E proprio a casa mia, invece, cosa accade:
- che firmo una mozione al fine di attivare il Partito (come si legge dal
comunicato di venerdi 27 ottobre 2006)…e il segretario cittadino "cade
dalle nuvole" e invece di rimanere nella sfera locale sulle questioni
sollevate, se la prende esclusivamente con me, rivendicando a se il merito
della candidatura alle Politiche 2006, cogliendo l’opportunità di replicare
direttamente sul comunicato grazie all’amico big locale che si fa passare al
setaccio ogni sorta di comunicato che viene dal territorio di Città
Sant’Angelo tramite un giornalista esterno al quotidiano regionale.
- tale sua affermazione lede il nostro risultato più importante, ed è per
questo che, sentito in poco tempo alcuni di voi, ho subito replicato entro
le ore 11 di venerdi scorso, ribadendo esclusivamente gli atti ufficiali
prodotti e sottoscritti da tutti noi che hanno sostenuto il nostro risultato
(come si legge nella replica di domenica 29 ottobre 2006 in allegato)e
questa volta evito di mandare il comunicato al giornalista col setaccio, e
lo giro direttamente alla redazione centrale del giornale.
Ora, assisto ad una serie di minacce personali nei miei confronti da parte
dei difensori dell’esclusione alla partecipazione al Partito che, invece di
rimanere nell’ambito comunale e provvedere alla convocazione della
segreteria locale al fine di chiarire e riattivare l’attività, minacciano il
sottoscritto e i nostri amici giovani più vicini a me territorialmente,
dicendo di usare tutte le conoscenze ad alti livelli territoriali per porre
la esclusione mia dal Partito. Mi hanno invitato di adoperarmi subito per un
comunicato di scuse nei confronti del segretario locale a firma dei giovani
della margherita, altrimenti useranno tutte le loro conoscenze per
escludermi dal partito e premendo per il mio licenziamento dal mio attuale
seppur precario CO co co posto di lavoro. Se non provvedo immediatamente,
minacciano addirittura di far deferire tutta la nostra organizzazione
regionale. Mi viene da ridere. Sono disposto a perdere il posto di lavoro
pur di difendere ciò che abbiamo costituito…sopratutto nei valori
(meritocrazia, partecipazione, condivisione, valorizzazione)
Tutto ciò è supportato da messaggi ricevuti da un "esponente locale" e
testimonianze di molti di voi che hanno subito tali attacchi da rigirare nei
miei confronti.
Io rimarrò nella mia posizione a difesa dei valori che da sempre sostengo,
al fine di allargare la partecipazione di molti giovani professionisti,
imprenditori, commercianti, studenti, casalinghe, disoccupati del mio
territorio che oggi mi chiedono di voler far parte del processo verso il
Partito democratico e di dire la propria sulle necessità e relative
progettualità in merito alle istanze locali.
Bastava convocare una segreteria locale, ma invece in giro c’è l’usanza di
fare del terrorismo telefonico rivendicando a se le migliori conoscenze
politiche.
TUTTO QUESTO…prendetelo come esempio…perchè se in molti territori accade
ciò…dopo non ci lamentiamo se perdiamo consenso o se addirittura non ci si
pone neppure il problema di dare spazio o la possibilità di dire la semplice
opinione in merito..a discapito della libertà di espressione. Democrazia è
Libertà…questo è il motto, ma evidentemente chi sostiene il contrario non
sa a che tipo di partito dichiara di appartenere.
Non mollo, assolutamente no, al costo di perdere anche il lavoro, seppur
precario, che mi sono meritato in 9 anni di continuo precariato.
A presto. Massimiliano Perazzetti