Archivio di agosto 2006

giovedì, 17 agosto 2006

LANCIANO – La musica dei “giovani talenti” sarà di scena questa sera alle ore 21.30, presso l’Auditorium Diocleziano, nel quadro dell’Estate Musicale Frentana 2006, del Seminario di Pianoforte. Sullo storico palcoscenico del Diocleziano si esibiranno gli Allievi del Maestro Roberto Cappello (1951), un pianista di fama mondiale che ha all’attivo oltre 2000 concerti eseguiti, come solista o con orchestre da camera e sinfoniche, nei più prestigiosi teatri d’Italia e del mondo.Enfant prodige, a sei anni Cappelli ha esordito in pubblico al Konzerthaus di Vienna. Ha proseguito gli studi di pianoforte con Rodolfo Caporali all’Accademia di S. Cecilia a Roma nel 1974. I giovani pianisti che arricchiranno la serata sono Ettore Degiorgi, Angela Giancristofaro, Pietro Ceresini, Alessio Cappello, Andrea Cassano, Alessandro Binazzini, Enrico Melle, Victoria Peneva. Eseguiranno dei celeberrimi brani di Claude Debussy, Franz Listz, Igor Stravinskj, Frederic Chopin, Sergej Prokofiev, Enrique Granados. C’è da aggiungere che Roberto Cappello, Docente del Seminario di Pianoforte, parteciperà, come solista, al quarto ed ultimo Concerto dell’orchestra Sinfonica Internazionale Giovanile, diretto dal Maestro Antonio Manuli, previsto per domenica prossima, 20 agosto, alle Torri Montanare.
Francesco Piccirilli
ABRUZZO OGGI 17/08/2006

mercoledì, 16 agosto 2006

16 Agosto 2006
Documenti. Audizione di Giovanna Melandri sulle politiche giovanili.

Audizione della Ministro sulle politiche giovanili
(prima parte)

Audizione Ministro Melandri
Linee programmatiche politiche giovanili
Commissione Affari Sociali Camera
6 Luglio 2006

Caro Presidente Lucà, cari colleghi,

vi ringrazio per avermi chiamato a indicare davanti alla Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati le linee programmatiche in materia di politiche giovanili del nuovo Ministero per le politiche giovanili e le attività sportive.

Il Ministero

Come ben sapete, è per precisa volontà del Presidente del Consiglio che, per la prima volta nella storia della Repubblica, l’Italia si è dotata di un Dicastero dedicato ai Giovani e allo Sport. Si tratta di una scelta importante, perché il Dicastero che ho l’onore di presiedere si colloca al fianco degli altri ministeri per i giovani e lo sport presenti in quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea.

In Italia, come è noto, questo Dicastero nasce senza portafoglio (ma non senza idee) ed è per questo – per svolgere al meglio le funzioni in materia di sport e quelle di indirizzo e coordinamento in materia di politiche giovanili – che è mia intenzione arrivare al più presto alla creazione di una nuova struttura dipartimentale nell’ambito della Presidenza del Consiglio.

Ciò che intendiamo realizzare è una struttura di coordinamento ed indirizzo leggera, snella, versatile ed all’altezza del proprio compito. Ma nelle more della costruzione della macchina istituzionale abbiamo già avviato una ampia fase di ascolto e riflessione che ci consente già oggi di poter portare alla vostra attenzione il frutto delle prime concrete elaborazioni programmatiche e progettuali.

Personalmente sono convinta che l’unico modo sensato di guardare ai giovani è vederli come una risorsa, mai come un problema. Se vogliamo fare dell’Italia un Paese competitivo sul piano internazionale, dobbiamo invertire la rotta e scegliere di investire con forza sulla parte giovane del Paese, iniziando ad attrarre, sostenere e valorizzare le migliori energie creative dei nostri ragazzi.

Da questo punto di vista se è vero che, come ho detto, solo con questo Governo il nostro Paese si dota per la prima volta di un Ministero per le politiche giovanili, questo non significa certo che le politiche giovanili si trovino all’anno zero.

Le buone pratiche

Non sono all’anno zero le politiche delle istituzioni locali, regionali – tutte le regioni e le province autonome hanno deliberato provvedimenti specifici, e, al 2005, erano state censite più di 1300 leggi regionali sui giovani – provinciali e comunali, le quali hanno già al proprio attivo centinaia di esperienze di buone pratiche, alle quali il nuovo Dicastero può offrire quel raccordo e quel supporto tecnico che, nel rispetto delle singole identità, può costruire effetto-sistema e garantire la massa critica necessaria per acquisire peso strategico e non rimanere semplicemente isolati esempi virtuosi.

E di certo non è all’anno zero l’Unione Europea, che alle politiche rivolte ai giovani ha legato, con il Libro Bianco del 2001, una parte importante della realizzazione della strategia di Lisbona: “Investire nella gioventù significa investire nella ricchezza delle nostre società di oggi e di domani. Si tratta di una delle chiavi del successo per l’obiettivo politico definito dal Consiglio europeo di Lisbona: fare dell’Europa “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo”.” 75 milioni di giovani – la cui condizione è oggi marcata spesso da un deficit di cittadinanza – animano la nuova Europa a 25.

Le priorità individuate nel Libro Bianco sono l’ampliamento della partecipazione alla vita civile della loro comunità e al sistema della democrazia rappresentativa e l’informazione, finalizzata alla crescita dei giovani in quanto cittadini attivi e responsabili. Nel marzo 2005, il Consiglio Europeo ha adottato un Patto europeo per la gioventù, il cui obiettivo principale è quello di migliorare l’istruzione, la formazione, la mobilità, l’inserimento professionale e l’inserimento sociale dei giovani europei, facilitando nel contempo la conciliazione fra la vita familiare e la vita professionale.

Con la creazione del nuovo Ministero, tutte queste politiche trovano, finalmente anche in Italia, un interlocutore strategico, in grado – tra le altre cose – anche di dare maggiore forza alla posizione italiana nell’accesso alle risorse comunitarie, che, per il solo programma “Gioventù in azione”, nel periodo 2007-2013, ammontano complessivamente a 915 Milioni di euro.

Questa funzione di coordinamento e di indirizzo ha l’ambizione di portare ad organicità i vari interventi oggi divisi tra diversi soggetti competenti, superando così le evidenti conseguenze negative della frammentazione. A questo proposito, mi permetto di portare alla vostra attenzione una riflessione circa l’opportunità e la necessità di stabilire una interlocuzione istituzionale tra Governo e Parlamento altrettanto organica e funzionale a un metodo di confronto che valorizzi una visione d’insieme delle politiche giovanili.

Questa visione complessiva e unitaria, che non dovrà mancare di orientare anche il disegno del Quadro strategico nazionale per le politiche di sviluppo 2007-2013, potrà, in seguito, consentirci di dare risposta, anche attraverso una Legge-quadro nazionale, alle esigenze di messa a sistema maturate sulla scia delle numerose esperienze che vedono le amministrazioni pubbliche, il terzo settore e i privati impegnati in iniziative significative per il comune obiettivo di garantire ai giovani il diritto al proprio futuro.

In questa stessa direzione e con lo stesso intendimento ritengo necessario aggiungere valore per i giovani attraverso gli spazi offerti da quegli importanti strumenti di intervento congiunto fra amministrazioni centrali, regioni ed enti locali che sono gli Accordi di Programma Quadro.

Non si trova certamente all’anno zero, infine, il mondo ricco e variegato dell’associazionismo giovanile, che conta più di 50 organizzazioni di dimensione nazionale e una galassia di aggregazioni locali, una vera forza trainante della società civile, in tutte le sue forme e caratteristiche, al quale è giunto il momento di dare – ed è questo un impegno prioritario per il nostro Ministero – maggiore ascolto, voce e sostegno.

Come vedete l’interlocuzione è ampia e riguarda un sistema composito, che va dalla Commissione Europea al piccolo ma attivissimo Comune di Genzano di Lucania (6012 abitanti) il primo comune che ha attivato il Servizio Informagiovani in Basilicata nel lontano 1992, dalle associazioni più grandi e di più antica data alle nuove forme di aggregazione dal basso, e del quale fa parte anche quella componente del mondo della ricerca socio-economica che ha costruito osservatori sui giovani. E questo confronto, già avviato nelle primissime fasi di vita del nuovo Ministero anche con esperienze già in atto in Europa (come quelle avviate in Spagna dal Governo Zapatero), ci ha incoraggiato ad esplorare la strada della messa a punto di un vero e proprio Piano Nazionale Giovani che contenga gli obiettivi, le priorità, le misure che oggi appaiono non più rinviabili e che costituiranno l’oggetto dell’azione di indirizzo e di coordinamento di questo Dicastero.

Piano nazionale Giovani

Voglio fare una premessa di carattere metodologico. E’ evidente che molti dei provvedimenti o delle proposte che citerò riguardano materie la cui competenza risiede presso altre Commissioni parlamentari. Ciò che mi preme però in questa sede è rappresentare alla Commissione Affari Sociali la caratteristica di organicità complessiva che intendiamo dare ad un Piano Nazionale destinato a 360° a promuovere le potenzialità dei giovani italiani.

L’ambiziosità di questo obiettivo presuppone nella sua ideazione e soprattutto nella sua realizzazione un gioco di squadra da parte dell’intero Governo, con il Ministero delle Politiche giovanili che si offre di svolgere il compito assegnatogli di indirizzo e coordinamento tra i Ministeri dell’Economia, dello Sviluppo Economico, della Solidarietà Sociale, del Lavoro, dell’Istruzione, dell’Università, della Famiglia, della Giustizia, ma anche dell’Innovazione Tecnologica o delle Comunicazioni.

Le poche settimane dall’avvio della nostra attività ci sono servite per individuare la prima ossatura del Piano Nazionale Giovani che ovviamente andrà arricchita anche grazie al proficuo apporto che arriverà – ne sono certa – dalle Commissione parlamentari competenti.

Tutte le proposte sono tenute insieme dall’idea della centralità dei giovani. Occorre creare le condizioni perché i giovani possano essere protagonisti della loro crescita e del loro futuro, fare esperienza di autonomia e responsabilità nel cammino verso l’età adulta. E’ questa attenzione che fa di un insieme di provvedimenti ed iniziative una vera politica per i giovani, che gli da unità e significato e individua insieme la finalità ed i presupposti di ogni specifica proposta. Ed è anche proprio per questo che il dialogo con il mondo giovanile è già per noi un obbligo che intendiamo mantenere durante tutte le fasi di impostazione e scrittura del Piano.

Illustrerò ora gli obiettivi del Piano alla cui definizione stiamo lavorando in queste settimane su impulso del Presidente Prodi, in stretto contatto con il Ministro Padoa Schioppa e che intendiamo realizzare come già detto in totale collaborazione con gli altri Ministeri competenti.

LAVORO

Un primo obiettivo è quello di agevolare l’accesso dei giovani al mondo del lavoro attraverso la riduzione del livello attuale di precarizzazione e la rottura dei colli di bottiglia che impediscono il loro accesso al mondo delle professioni.

Gli interventi sulla formazione di cui tratteremo immediatamente dopo, infatti, non possono prescindere da un’analisi corretta del rapporto, peraltro molto difficile, tra giovani e mondo del lavoro.

L’Italia ha il più basso tasso di occupazione giovanile in Europa. Lo ha ricordato nella sua Relazione il Governatore della Banca d’Italia, Draghi: per i giovani tra 20 e 29 anni il tasso di occupazione italiano è inferiore di 10 punti rispetto alla media europea.

Prioritario diventa il compito di mettere in opera azioni di contrasto alla condizione di marginalità e debolezza nel mercato del lavoro che contraddistingue i giovani e soprattutto le giovani donne, oggetto di vere e proprie discriminazioni di fatto.

Ciò è dovuto in larga misura al crescente fenomeno di precarizzazione dei rapporti di lavoro. Oggi la nuova occupazione è per due terzi precaria, atipica, instabile. Senza un lavoro stabile e degnamente retribuito i nostri ragazzi non riescono a lasciare la famiglia di origine e a costruirsene una propria; senza un lavoro stabile e degnamente retribuito le giovani coppie non trovano il coraggio di regalarsi la meravigliosa esperienza della maternità e della paternità; senza un lavoro stabile e degnamente retribuito le banche non consentono loro di accendere un mutuo per acquistare o anche solo affittare una casa, o più semplicemente un frigorifero, un televisore, una macchina.

La legge 30 (la legge Maroni) ha peggiorato questa situazione, disegnando una linea che va dalla flessibilità in entrata alla precarietà senza tempo.

Per questi motivi ritengo apprezzabile e condivido l’intenzione più volte espressa dal Ministro Damiano di intervenire mediante revisione della legge 30 sulle forme contrattuali più precarizzanti.

Analogamente per questo motivo condivido la circolare con la quale sempre il Ministro Damiano è intervenuto sulla delicata vicenda dei call center per ricondurre a chiarezza i criteri in base al quale questo tipo di prestazione lavorativa vada considerata propria di un lavoro autonomo o dipendente.

Sempre per questo motivo ritengo anche io che la normativa in materia di appalti di opere e servizi della Pa debba superare il criterio del massimo ribasso ed orientarsi verso una più netta prevalenza del criterio dell’offerta economicamente e socialmente più vantaggiosa e superare la possibilità per il general contractor di subappaltare anche fino al 100% dei lavori dando origine ad una catena ingovernabile di stazioni subappaltanti dentro la quale le responsabilità in ordine alla tutela dei diritti dei lavoratori si smarriscono.

Per questi motivi ritengo, infine e soprattutto, che nella definizione del provvedimento con cui il Governo interverrà sul cosiddetto cuneo fiscale si scelga anche un criterio di selettività premiando le imprese che stabilizzano i rapporti di lavoro. Si tratta evidentemente, infatti, di una misura che naturaliter premia i lavoratori più giovani.

Infine, accenno solo il titolo, il Ministro delle Politiche Giovanili sarà al fianco del collega Mastella nell’operazione di rimozione di quei colli di bottiglia che impediscono che nell’accesso alle professioni liberali oggi come oggi in Italia il merito venga valorizzato come necessario. Non penso ad una crociata contro gli Ordini professionali bensì ad un chiaro e moderno disegno di riforma, orientato da un intento di liberalizzazione e volto a migliorare la condizione dei consumatori e ad ampliare le vie di accesso alle professioni per quelle migliaia di giovani laureati che oggi in taluni casi trovano portoni sbarrati davanti a loro.

FORMAZIONE

E’ poi necessario sviluppare e valorizzare le competenze dei giovani sostenendo i percorsi formativi scolastici e universitari e, più complessivamente, l’attività di Ricerca.

Detto, infatti, degli interventi necessari sul lavoro è poi sul grande capitolo della formazione e del rapporto tra formazione e mondo del lavoro che è necessario esplicare una concreta attività propositiva per ristabilire i ponti tra i due ambiti.

Il valore del titolo di studio in Italia sta diminuendo. Riparto ancora una volta dai dati. In Italia secondo i dati Eurostat il tasso di disoccupazione dei giovani tra 20 e 29 anni è pari al 24% tra i laureati, 13% tra chi ha un titolo di studio medio e 10% tra chi ha un titolo di studio basso. Situazione che è completamente diversa in Europa con il 9,3% di disoccupati tra i laureati, 14% tra chi ha un titolo medio e 20% tra chi ha un titolo basso.

Gli strumenti possibili a cui pensare sono vari e diversi. Si deve partire dal rafforzamento della rete di orientamento dei giovani nella scelta dei percorsi universitari da intraprendere. Salta infatti agli occhi la sproporzione esistente tra il numero di diplomati dei licei tecnico-scientifici ed il numero di quelli che poi si iscrive alle facoltà tecnico-scientifiche. Una recente indagine ci dice, inoltre, che rispetto alle scelte future, il 50% dei ragazzi italiani tra i 15 ed i 19 anni esclude di iscriversi a facoltà scientifiche, il 29% ci sta pensando ma poi non lo fa, mentre solo il 18% è sicuro di questa scelta. Tra le motivazioni spicca il giudizio negativo sulla qualità dell’insegnamento delle materie scientifiche nelle scuole superiori.

Esiste poi la necessità della strutturazione di un sistema di stages che garantisca effettivamente, anche più di quanto non accada ora, ai giovani universitari di incontrare il mondo del lavoro. Mi sia anche consentito qui fare un piccolo inciso proprio su questo punto dicendo che è utile cominciare a ragionare sull’estensione dello strumento degli stages anche nei confronti dei ragazzi tra i 16 ed i 18 anni, concependolo naturalmente aldifuori delle forme di inserimento al lavoro e dei calendari scolastici come esperienze formative utili per i ragazzi per cominciare a familiarizzare con gli ambienti lavorativi.

Ma penso anche all’erogazione di borse di studio, in particolar modo nelle materie scientifiche ed alla promozione di un vero e proprio Programma a sostegno degli studi avanzati che preveda borse di studio e finanziamenti a tasso agevolato destinati a consentire ai giovani di mantenersi agli studi universitari e postuniversitari senza gravare eccessivamente sulle loro famiglie. Come accade già in altri paesi, soprattutto anglosassoni o dell’Europa continentale e del Nord, attraverso le agevolazioni nell’accesso al credito il Paese deve dare dimostrazione ai suoi giovani che scommette ed investe sul loro futuro.

Dobbiamo anche aumentare la mobilità dei giovani studenti italiani. Il Programma di Scambio Erasmus incontra sempre maggiore consenso tra i giovani europei e si è rivelato negli anni come uno dei principali strumenti volti a favorire la mobilità e la reciproca conoscenza dei giovani cittadini dell’Unione. Tuttavia le sue possibilità di ulteriore sviluppo in Italia sono ancora limitate ed andrebbero, al contrario, estese ad esempio attraverso un Programma quadriennale finalizzato ad integrare le borse di studio e a sostenere le Università in grado di organizzare corsi in lingua inglese al fine di incrementare la domanda di scambi da parte delle Università straniere.

Penso infine a sovvenzioni per l’apprendimento delle lingue straniere sottoforma di contributi a fondo perduto o detrazioni dal reddito (della famiglia o proprio) fino alla previsione di forme di detrazione o deduzione fiscale per l’acquisto di libri per i giovani.

Da questo punto di vista un passaggio ineludibile per rinforzare il raccordo tra formazione e mondo del lavoro è la ripresa dello strumento del cd. “prestito d’onore” (legge 608 del 1996 modificata dal D.Lgs 185 del 2000) che io ritengo vada opportunamente modificata nelle finalità, con estensione alle attività di specializzazione in campo formativo, e negli attuali sistemi di erogazione.

CASA

Sono noti i problemi che i giovani incontrano, soprattutto nelle grandi città, nel reperire a costi contenuti immobili da acquistare o prendere in affitto.

Personalmente ritengo che la strada principale da percorrere – seguendo alcune buone pratiche già sviluppate da alcuni Enti Locali come nel caso del Comune di Roma – sia quella di favorire l’accesso al credito dei giovani fino a 35 anni, ed in particolare dei lavoratori atipici, mediante la costituzione di idonee forme di garanzia o sotto forma di integrazione al pagamento del mutuo. Penso poi a misure per il sostegno al pagamento dell’affitto, per l’accesso all’edilizia popolare, e ad agevolazioni fiscali connesse all’affitto di immobili a giovani.

Voglio dirlo così ed in questo modo: gli strumenti del favore fiscale – detrazioni o deduzioni che siano – in questo come in altri campi di cui tratterò successivamente possono essere i grandi alleati delle politiche giovanili. E quanto più saremo in grado di dimostrare che, conti alla mano, il minor gettito comportato da questo tipo di misure è però in grado di far muovere i giovani italiani e, con loro, anche l’economia del Paese, tanto più facile sarà privilegiare questo tipo di misure come leve fondamentali delle politiche giovanili.

Tornando al tema casa, io sono convinta che il valore di un intervento del genere sia notevole e non mi riferisco solo all’ampliamento della sfera dei diritti della popolazione giovanile italiana ma anche all’effetto di trascinamento vorrei dire “keynesiano” sull’intera economia nazionale – dal punto di vista dell’attivazione del ciclo dei consumi privati – dell’effettiva introduzione di strumenti in grado di aiutare i ragazzi italiani ad uscire dalla casa dei genitori presto e possibilmente con il sorriso sulle labbra e maggiori certezze in mano.

Secondo l’Istat (dati 2003), i giovani fra i 25 e 34 anni, celibi e nubili, che vivono con almeno un genitore sono 3.852.442 (il 60% circa dei quali maschi). Sempre secondo l’Istat, avrebbero “probabilmente” o “certamente” intenzione di lasciare la casa di origine entro i prossimi tre anni, rispettivamente, 1.905.374 e 555.969 giovani (dati 2003). Dalla stima sono escluse le giovani coppie sposate che vivono a casa di una delle due famiglie di provenienza quindi si tratta di una stima per difetto.

Che cosa succederebbe, in termini di acquisto di beni durevoli, se una quota di queste ragazze e ragazzi avesse l’opportunità di mettere su casa?

Abbiamo immaginato di dover arredare una casa di piccola metratura composta di cucina, bagno, camera da letto e soggiorno con gli elementi: tavoli, sedie, letti, materassi, frigoriferi, biancheria per la casa, elettrodomestici vari. In base alla stima dei prezzi medi e facendo la media fra diverse possibili combinazioni abbiamo calcolato una spesa individuale di poco inferiore ai 5000 euro.

Se tutti i giovani che hanno dichiarato la propria intenzione di uscire certamente di casa riuscissero a realizzare il proprio desiderio, l’acquisto di beni durevoli non sarebbe inferiore a circa due Miliardi e mezzo di Euro. Se includessimo anche quelli che hanno dichiarato probabile la loro uscita, aggiungeremmo circa altri nove Miliardi di Euro.

Se invece ipotizzassimo l’uscita di casa di quote diverse di giovani oggi ancora a casa dei propri genitori – a prescindere dalle loro intenzioni dichiarate – il volume di spesa per l’acquisto di beni durevoli sarebbe stimabile da un minimo di 906 Milioni di Euro (se uscisse il 5%) a un massimo di 18 Miliardi di Euro (se uscisse, per assurdo, il 100%).

Insomma con una battuta mi viene da dire che c’è un tesoro nascosto dentro casa di mamma e papà.
(…) segue.

da larete.ilcannocchiale.it

mercoledì, 16 agosto 2006

LANCIANO – Continua il muro contro muro tra gli amministratori dell’acqua. La polemica sulla gestione e sul rinnovo dei vertici delle tre società Ato, Sasi e Isi, dopo l’ultima assemblea dei sindaci, sembra non placarsi. E’ stato Emilio Nasuti, Sindaco di Castel Frentano, ad “agitare le acque”chiedendo la sostituzione di Filippo Pietrocola (An), ex Sindaco di Vasto, con un altro Sindaco di centrodestra, proprio per non intaccare gli equilibri politici in seno al Cda. Questa richiesta rimarca in fondo anche la volontà, da parte dello stesso Nasuti, di un rinnovo totale dei vertici delle tre società Ato, Sasi e Isi, per affidarle ad amministratori particolarmente attenti. Contro questa richiesta non si fa attendere la risposta del Presidente Ato e Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, d’accordo a metà con il collega di An. Solo il consiglio di amministrazione della Sasi è scaduto per cui si pone la necessità del rinnovo, mentre il mandato del consiglio dell’Ato scade fra tre anni. Questa in sostanza la replica del Presidente dell’Ente d’ambito Di Giuseppantonio a Emilio Nasuti. Per la cronaca l’ultima assemblea dei sindaci ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo e assestamenti di bilancio per circa 10 milioni di euro, derivanti da fondi degli Accordi di Programma Quadro (APQ), per lavori nei comuni di Ortona e Casalbordino, che saranno appaltati dalla Sasi. Quest’ultima avrà in proroga fino al 31 ottobre la gestione del servizio idrico integrato (acqua, fognature e depuratori). Sempre a ottobre, entro il 15, la società dovrà presentare i bilanci degli ultimi tre anni. Nulla invece è stato deliberato in merito ai famosi sedici comuni che non ancora entrano a far parte della Sasi. Ha fatto discutere ancora la disputa tra le Infrastrutture del servizio idrico (Isi s.r.l.), la società del patrimonio e proprietaria delle reti, e la Sasi, per quanto riguarda i bilanci e gli ammortamenti (circa cinque milioni di euro). Proprio per chiarire meglio la situazione la stessa Assemblea Ato ha chiesto un’audizione dei Presidenti delle due società, Patrizio D’Ercole (Isi) e Massimo Cirulli (Sasi).
Un altro nodo che sembra irrisolvibile e sul quale torna lo spettro della privatizzazione concerne l’affidamento decennale della nostra acqua. Che ne sarà del nostro vero patrimonio e bene comune di tutta l’umanità?
Francesco Piccirilli
ABRUZZO OGGI 15/08/2006

mercoledì, 16 agosto 2006

ROCCA SAN GIOVANNI – Grande successo di pubblico per la prima edizione della Rassegna cinematografica Frentana, conclusasi sabato sera. Hanno sfilato sul palco, per l’occasione allestito in Piazza degli Eroi, importanti ospiti del cinema e della televisione, in un crescendo di emozioni e commozioni. La serata ha visto la proiezione dei cortometraggi in concorso, e il pubblico numeroso e attento ha potuto constatare la bontà dei lavori degli allievi dell’ACT, la scuola di cinema di Cinecittà. E’ stato proiettato anche il cortometraggio “Il profumo della Terra”, girato interamente a Rocca San Giovanni, con un cast di attori selezionato sul posto. Nella serata sono stati consegnati numerosi premi alla carriera: a Vitaliana Patouche, una delle acconciatrici cinematografiche ancora in attività; a Pino Pinori, direttore della fotografia in centinaia di pellicole, che ha lavorato con registi del calibro di Nanni Moretti e Marco Tullio Giordana; a Massimo Iaboni, una vita nel cinema nella produzione, nella fonica e nell’organizzazione di un’importante rassegna, Grande Cinema Italiano, che si svolge ogni anno a Poggio Mirteto ed è diretto da Carlo Verdone. Non potevano mancare i premi agli ospiti straordinari che hanno dato maggiore lustro alla serata: Ernesto Mahieux, premiato come “interprete dell’autentica tradizione cinematografica italiana”, Gianni Lacche; regista de La squadra e Incantesimo, premiato per il suo impegno a favore di un cinema e una televisione di qualità; Andrea De rosa, uno dei protagonisti del film Notte prima degli esami, ormai diventato un cult, premiato come “talento della cinematografia Italiana”, in un festival dedicato appunto ai giovani. <Ci diamo appuntamento all’anno prossimo, poiché vi garantisco che ci sarà una seconda edizione – dichiara entusiasta il Sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, – Anzi, sono sicuro che al termine del mio mandato festeggeremo il quinquennale della manifestazione, così come quest’anno siamo giunti alla quarta edizione di Rocca in Jazz, diventato ormai un appuntamento apprezzato in tutta la zona>.
Francesco Piccirilli
ABRUZZO OGGI 15/08/2006

mercoledì, 16 agosto 2006

FOSSACESIA – Si conclude il 17 agosto a Fossacesia “ARCHEO” la proposta estiva dell’ATAM (Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana) che unisce teatro e valorizzazione dei siti archeologici, con uno spettacolo di grande rilievo culturale, la commedia plautina “Persa – Il Persiano”, con la partecipazione di Lello Arena. Ambientato durante le Eleuterie, feste straordinarie in onore di Giove Liberatore e occasione irripetibile di sospensione delle regole e della repressività sociale, il “Persiano” occupa un posto eccezionale tra le commedie plautine. In essa, infatti, sono abbandonati per un giorno le gerarchie sociali e ogni principio di autorità. Protagonista è un giovane schiavo, Tossilo, che, innamorato di una donna di condizione servile, cerca di procurarsi con una truffa ingegnosa il denaro per riscattarla. Quattro appuntamenti di teatro classico nello splendido scenario dell’Abbazia di San Giovanni in Venere, che hanno riscosso un grande successo di pubblico, hanno caratterizzato nei mesi di luglio e agosto il programma delle manifestazioni estive del Comune di Fossacesia. <Abbiamo voluto qualificare l’offerta di intrattenimento con un programma teatrale di grande richiamo per gli appassionati, ospitando il prestigioso progetto ARCHEO dell’ATAM – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura del Comune di Fossacesia, Paolo Sisti – Abbiamo ospitato presso l’incantevole scenario dell’Abbazia di San Giovanni in Venere compagnie teatrali di alto livello, dal Teatro Stabile d’Abruzzo al Teatro Stabile di Calabria con attori di indiscusse capacità, come Edoardo Siravo e Fiorenza Marchegiani. Concludiamo in grande con una commedia di Plauto interpretata da Lello Arena>. Lo spettacolo avrà inizio alle 21.15 e il biglietto costa 12 euro (intero) e 10 euro (ridotto), disponibili al botteghino dalle ore 19.
Francesco Piccirilli
ABRUZZO OGGI 15/08/2006

lunedì, 14 agosto 2006

Uno scritto di Angelo Frammartino, il giovane volontario ucciso a Gerusalemme, per il giornalino del PRC di Monterotondo.

Fare l’amore con la Non-Violenza per partorire la pace dal grembo della società

NON-VIOLENZA: GREMBO DI PACE

"Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada”

Per noi che solo Oggi muoviamo i primi passi, lasciando impronte sulla sabbia della Storia che è quella del mondo, decisi di dirci comunisti, per noi guardarci alle spalle è la cosa prima. Le vicende e gli studi della nostra gente, dalle derive più contraddittorie alle nobili conquiste, vanno rivisitate costantemente sia con il senno che fu, sia con i nostri occhi ed attraverso le nostre intellighenzie trovare processi e mondi nuovi in un percorso di continuità con le/i compagne/i di Ieri.
La lotta per l’emancipazione non si fa solo in nome del futuro, ma anche in nome delle generazioni sconfitte: il ricordo degli avi asserviti e delle loro lotte è una delle principali fonti di ispirazione morale e politica del pensiero e dell’azione rivoluzionaria. E’ W. Benjamin (-Tesi sul concetto di storia-1940).
Pensiamoci un attimo..
Una possibilità già c’è: La NON-VIOLENZA.
Pratica alta del confronto, un qualcosa d’opposto alla passività e alla rassegnazione, valorizzazione del diverso, sorella-gemella del dialogo attento ed interessato (Vendola direbbe: “un dialogo spesso è solo la somma disperante di due monologhi”).
In primo luogo nell’aspetto comunicativo, bandendo registri linguistici che rimandino a campi semantici di tipo militarizzante (ex: nemici, schieramento, battaglie,..), e poi in quello delle nostre relazioni quotidiane, con ci sta accanto ma non conosciamo. Liberiamoci dalle contaminazioni delle violente brutture che diventano parte di noi. Compagne/i, è vero o no che un nostro limite è la grande entità d’abisso tra i nostri valori generali e le nostre pratiche?!?
Dobbiamo riconoscere che la N-V è un lusso per molti angoli del mondo, ma infatti non chiedo di abrogare la legittima difesa, mai(!) mi sognerei di criticare la Resistenza, il sangue del pueblo vietnamita, la riscossa dei popoli colonizzati, le fionde dei ragazzi palestinesi nella prima intifada dinnanzi a carri armati.
La violenza che c’è nel mondo non ce ne consente altra direbbe il Segretario; pace adesso.
La NON-VIOLENZA, come il comunismo, è ad un tempo una finalità, una metodologia, un percorso.
Il comunismo, come la N-V, si può esprimere almeno in 1000 ed 1 modi come le fiabe ambientate nella magica Bagdad, oggi sconvolta nelle lacrime.
L’egemonia del mercato e l’affievolimento delle ideologie inibiscono gli slanci di partecipazione che in modo innato abitano nelle donne e negli uomini.
I miei compagni grandi del cirkolo mi hanno fatto capire la non-sufficienza (se non evanescenza) del “proselitismo” e la necessaria spontaneità del risveglio di noi giovani e delle masse in generale, un qualcosa che non dipende solo dalle contingenze, nasce da dentro.
Storie di diritti ottenuti, pratiche non-violente, partecipazione democratica, armonia con la natura, collettività, coscienza critica.. Questo è un buon inizio di campo semantico!
Il PRC deve essere al servizio di queste esigenze, esserne per lo meno il raccoglitore, e magari un trait d’union con le istituzioni.
"Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze,
resta amico dei ragazzi di strada” (Majakovskij).
Mi auguro che la fratellanza con i movimenti vada incrementandosi; la meglio Genova non va dispersa!
La negazione della violenza non è un dogma inderogabile, anni luce distano fra noi e i fondamentalismi e le torsioni integralistiche, poiché un principio assoluto rappresenterebbe esso stesso un atto violento, fuga da confronti, fobia da contaminazioni.
Ripensando la Resistenza, guardiamola in profondità, dove la storiografia ha visitato poco, quei partigiani silenziosi, senza gloria, quelli come Pavese che rapirono vite con orrore, timore, inadeguatezza, quella resistenza cattolica senza armi, ed altre ombre lucenti..
Ed oggi?
Il fatal binomio guerra-terrorismo sembra ineluttabile.
Sarebbe ottimo liberarsi dell’idea che ci sia giustificazione all’orrore se è prodotto in risposta ad altro subito in precedenza.
Sarebbe bello sposare la pratica non-violenta nell’affronto di ogni problematica e la pace come stadio al quale tendere.
Fare l’amore con la NON-VIOLENZA per partorire la pace dal grembo della società.
Più che conscio della disorganicità del mio scritto, ottimista nell’imput d’un tema da sviluppare nelle stanze del mio cirkolo e con gli amici della strada, concludo così (con Nikita ed apparente disarmonia):
Quando sono con i compagni di lavoro e di lotta, e capita persino di scoprirsi amici, e la politica che ci abita dentro come un inquilino scomodo e non come una abilità para-impiegatizia.
Quando sono con il mio amore, ieri perduto e oggi ritrovato e domani chissà, perché perdersi e ritrovarsi è un po’ il destino degli amori veri.
Quando sono solo con me stesso e mi dico tutte le verità, anche le più spiacevoli, cercando nonostante tutto di volermi bene.

Angelo Frammartino

novembre 2005
Tratto dal blog dell’amico Francesco Lauria

lunedì, 14 agosto 2006

LANCIANO – Nello scenario incantevole tra il verde intenso del “Paderewski Park” in Canada, si è svolta la manifestazione PICNIC 2006, organizzata dalla Federazione delle Associazioni e Club abruzzesi di Toronto. Un sentimento nostalgico per la terra d’origine ha accomunato tantissimi abruzzesi che si sono dati appuntamento in occasione dell’iniziativa patrocinata da Enti, Associazioni e privati. Protagonista assoluto della giornata il cantautore e poeta di San Vito Chietino Luciano Flamminio, eccezionalmente intervenuto dall’Abruzzo ad animare la festa.
Hanno partecipato alla manifestazione circa mille abruzzesi che vivono e lavorano in Canada da molti anni. Il successo del Picnic, oltre che dovuto a Luciano Flamminio, è stato anche il frutto della solidale attività di collaborazione e organizzazione di tutto l’esecutivo e dei numerosi volontari che si sono prodigati durante l’intera giornata. La Federazione raggruppa 30 Associazioni e Club delle quattro Province abruzzesi. <Nella mia qualità di Presidente della Federazione – dichiara Ivana Santacroce Fracasso – desidero esprimere la piena soddisfazione per la riuscita della manifestazione che si è colorata, oltre che di abruzzesità, anche di grande spirito di italianità grazie all’esaltante partita di calcio che ha visto gli “azzurri” conquistare la coppa del mondo. A Luciano Flamminio, le cui canzoni sono già note in Canada attraverso il programma radio “l’eco d’Abruzzo” da me condotto sulla CHIN RADIO di Toronto, la Federazione esprime la più profonda gratitudine per aver accettato l’invito a partecipare animando, così, con la sua gradevole voce e la passionalità interpretativa, un repertorio di canzoni in una carrellata di successi di musica italiana e di musica abruzzese di autori contemporanei. La sua forza emotiva costituita da semplice genuinità ispirata da sentimenti della tradizione, si inserisce magistralmente nel ricco patrimonio del folklore abruzzese.
Da rilevare – conclude Fracasso – che Luciano Flamminio ha arricchito la manifestazione grazie al suo talento lirico consolidato dallo straordinario spirito di comunicazione di quell’intramontabile e fascinosa abruzzesità>. Quella stessa che il compianto Maestro, compositore, musicista Antonio Di Jorio di Atessa, ha definito: “la voce e il sentimento d’Abruzzo”.
Una giornata memorabile che la Federazione annovererà nelle pagine del libro d’oro delle sue attività.
Francesco Piccirilli
ABRUZZO OGGI 13/08/2006

sabato, 12 agosto 2006

ROCCA SAN GIOVANNI – Il Comune di Rocca San Giovanni diventerà questa sera un vero set cinematografico. Ospiterà infatti la Prima Rassegna cinematografica Frentana, festival del cinema destinato ai giovani autori. L’evento si svolgerà nell’arco dell’intera giornata, a partire dalle 15.30, quando presso il salone della biblioteca Comunale verranno proiettati in rotazione i cortometraggi in rassegna. Alle 18 è previsto l’allestimento di un set cinematografico in Piazza degli Eroi, dove appassionati e semplici curiosi potranno partecipare attivamente alla vita di una troupe cinematografica. Durante la serata, a partire dalle 21, è prevista la proiezione del cortometraggio Il profumo della terra, realizzato dagli allievi dell’ACT Multimedia, l’Accademia del Cinema e della Televisione di Cinecittà, con un cast di attori selezionato tra i cittadini di Rocca San Giovanni.
Ai nastri di partenza di questa serata di Cinema saranno presenti tre ospiti illustri. Ernesto Mahieux, vincitore del premio David di Donatello nel 2003 per l’interpretazione nel film L’imbalsamatore di Matteo Garrone; Andrea De Rosa, giovane talento romano (classe 1986) e uno dei protagonisti del film dell’anno Notte Prima degli esami, che nei mesi scorsi ha sbancato i botteghini; Gianni Lacche, regista di una delle più popolari serie TV della Rai, La squadra. <<Con questi straordinari ospiti iniziamo col botto>>- afferma soddisfatto il Sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito-<<anche perché fortemente voluta dai giovani. Puntiamo molto a questa rassegna, e vogliamo che diventi una delle punte dell’Estate roccolana. La disponibilità dell’Amministrazione Comunale tutta è stata totale. Abbiamo capito l’importanza che un evento del genere può avere in un futuro prossimo>>. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito della Rassegna, www.cinematograficafrentana.it.
Francesco Piccirilli
ABRUZZO OGGI 12/08/2006

venerdì, 11 agosto 2006

Inizia con il seguente articolo la mia collaborazione con il quotidiano regionale Abruzzo oggi

LANCIANO – Prosegue questa sera, alle ore 21.30, presso il Teatro Fenaroli di Lanciano, il concerto previsto nel cartellone dell’Estate Musicale Frentana, dell’Orchestra Sinfonica Giovanile Internazionale “F.Fenaroli”.L’Associazione della Musica – Fedele Fenaroli proprio quest’anno festeggia il 35° Anniversario di attività e celebra il 250° Anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart.
L’appuntamento estivo Quattro grandi concerti è diretto da Daniele Malinverno: ha studiato violino presso il conservatorio “Verdi” di Milano; ha conseguito il diploma internazionale di alto perfezionamento in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese nella classe del prestigioso Maestro Donato Renzetti di adozione frentana, che anche quest’anno è il Direttore Artistico della rassegna. Al contrabbasso si esibisce Massimo Giorgi, al trombone Floriano Rosini e tenore Gianluca Sorrentino.
Le musiche sono del compositore e fondatore della Musica Quaternaria, Davide Remigio (1963) “Cartolina Omaggio a Mozart”; di Nino Rota (1911-1979), Concerto per trombone e orchestra; di Alfredo Casella (1883-1947) , “La giara” – Suite op. 41/bis; di Ottorino Respighi (1879-1936), Poema Sinfonico “Pini di Roma”.
Davide Remigio si diploma in Composizione all’Accademia Nazionale di S.Cecilia nel 1992 con il celebre musicista Franco Donatoni. Nel 1992 riceve il Premio Silone Musica per la composizione Omaggio a Silone per recitante e orchestra. Attualmente è titolare della cattedra di Composizione presso il Conservatorio di Potenza e libero docente della scuola di perfezionamento in Composizione “Musica Quaternaria “ presso l’Accademia Musicale Pescarese.
Massimo Giorgi a soli sette si esibisce come solista nel Coro della Cappella Sistina di Roma. Si diploma giovanissimo al Conservatorio S.Cecilia di Roma nella classe del Maestro Salvatore Pitzianti. E’ docente di contrabbasso al Conservatorio S.Cecilia di Roma e all’IMEP ( Institut Supérieur de Musique et Pédagogie) a Namur, Belgio.
Floriano Rosini si diploma giovanissimo presso il Conservatorio “Vivaldi” di Alessandria, perfezionandosi sotto la guida dei Maestri Vinko Globokar e Jacques Mauger. Dal 1989 è professore titolare della cattedra di Trombone al Conservatorio “Verdi” di Torino e dal 1987 docente alla Scuola di Alto perfezionamento Musicale di Saluzzo.
Il tenore fiorentino Gianluca Sorrentino si perfeziona a Roma con Mirella Parutto. Per la sua versatilità musicale e scenica, si sta affermando come uno dei giovani tenori che tende ad interpretare una grande varietà di personaggi in molte opere e teatri diversi.
Con questa XXXV Stagione Concertistica , l’Estate Musicale Frentana, attraverso l’Orchestra da Camera Internazionale Giovanile “Fedele Fenaroli”, continua a dedicarsi alla missione di sostenere e sviluppare lo studio teorico e pratico della musica, attraverso l’educazione continua e la formazione professionale degli studenti. Per ulteriori informazioni sulla rassegna dell’estate Musicale Frentana si può cliccare il sito internet www.estmusicalefrentana.it.
Francesco Piccirilli
ABRUZZO OGGI 11/08/2006

martedì, 8 agosto 2006

Voglio salutare e ringraziare l’amico della Margherita di Parma, Francesco Lauria, per aver gentilmente linkato il mio sito su "larete.ilcannocchiale.it". Buon lavoro Francesco, visto che a Parma non hai tregua e non dai tregua al centrosinistra. Ho letto con molta attenzione la lettera aperta ai partiti dell’Unione che hai mandato al Gazzettino… e devo complimentarmi con te per l’analisi alquanto lucida di una situazione che calza a pennello anche per la mia città. A questo punto mi chiedo: perchè noi giovani siamo condannati al ruolo di sentinelle in ogni momento? A me costa fatica…ma la passione è più forte dei tanti momenti difficili e credo che anche a te, come a tanti altri impegnati nel giovanile, sia capitata una fase delicata. Ora è il momento di guardare con attenzione al processo costituente del Partito Democratico. Mi pare che il dibattito nel nostro partito sia molto acceso, sempre nel rispetto dei ruoli e delle differenze culturali dei tanti uomini e delle tante donne che dirigono la Margherita. Anche noi del giovanile dobbiamo concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, nel rispetto dell’Art. 49 della Costituzione.