Finalmente si parla di Partito democratico (Pd): ieri all’Hotel Radisson si è svolto il forum promosso dagli ulivisti dell’Associazione per il partito democratico di Gregorio Gitti, Gad Lerner e Michele Salvati. Ci sono stati dei segnali che mi hanno fatto riflettere molto sull’ipotesi della costituzione del nuovo partito. L’intervento del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, sceso in campo per spingere ad andare avanti e a credere fino in fondo a questo progetto: lui ci crede per davvero e chiede a tutti (quadri e non) di passare dalle parole ai fatti. L’altro segnale importante è venuto dal Presidente Rutelli, che condivide l’impostazione prodiana, tanto che nell’esecutivo di qualche giorno fa ha annunciato che il prossimo congresso sarà quello in cui sarà dato ufficialmente il via al Partito democratico. Ora mi chiedo: che cosa accadrà a livello locale? Quali saranno i presupposti, ad esempio a Lanciano, per poter immaginare la costituente di un partito nuovo dove confluiscano Ds e Dl, tenendo conto dei pessimi risultati delle amministrative per i Ds? Ragioniamo meglio su questo: la base, cioè l’iscritto, vuole un partito più riformista. L’ostacolo più grande è farlo accettare ai quadri dirigenti, sempre ostili al rinnovamento, inchiodati a logiche di potere tipiche della peggiore nomenklatura democristiana. Urge una seria ed attenta valutazione. Ma dobbiamo andare avanti, e noi giovani siamo chiamati a guidare questo processo. Prepariamoci anche a scontrarci con i "vecchi" presenti nella Margherita. Mi rendo perfettamente conto che un partito fondato sulle primarie esce dalla tradizione politica italiana, richiede un’apertura vera alla società e una idea non totalizante della politica. Ora o mai più!!!