La mia città è anche la tua città

22 giugno 2010

Potrebbe essere il titolo di un libro , da leggere o da scrivere.  Si tratta invece di una semplice riflessione sul ruolo di una città di 36mila abitanti. Perchè Lanciano non coincide con l’idea di cambiamento ? Perchè vince sempre una cultura di centro-destra? Perchè poi non esprime conseguentemente una classe dirigente capace di operare e quindi all’altezza delle sfide della complessità? Noi, cittadini attenti e sensibili, che amiamo la nostra città, e che siamo infine aderenti al Partito Democratico, cosa portiamo in più rispetto alla situazione presente e cosa immaginiamo si debba fare per dare a Lanciano una prospettiva di sviluppo e di crescita culturale, sociale ed economica? Troppo spesso abbiamo delegato, ma ora non è più consentito farlo.  Perchè ne vale del nostro futuro e di quello delle nuove generazioni.  Domanda: perchè i giovani non si avvicinano all’impegno politico? Crisi delle ideologie? Crisi dei partiti e delle istituzioni? Certo, mi si risponderà inoltre che è un fenomeno nazionale.  Tutto vero.  Ma chiedo ancora: chi si occuperà di Lanciano? Chi produrrà reddito e ricchezza qui a Lanciano? Chi garantirà un futuro di crescita? Chi si impegnerà a trovare una soluzione per il collegamento uscita casello autostradale-centro città? Chi si impegnerà per progettare spazi culturali e occupazionali, data la grande risorsa che abbiamo e che è rappresentata dal Miracolo Eucaristico? Della Fiera cosa ne facciamo? E ancora: Lanciano può ambire ad essere città capofila di un polo economico-commerciale-industriale-culturale nella Val di Sangro? Lanciano polo erogatore di servizi come ad esempio un centro di alta formazione nel campo della meccanica? E’ necessario occuparsene subito. Il rinnovamento non è un fenomeno che si risolve cambiando volti. Il rinnovamento significa investimento su un insieme di risorse umane, capaci a svolgere funzioni che ad esse vengono assegnate dai cittadini. La politica a questo deve servire.  E, inoltre, deve essere in grado di educare all’impegno del cittadino, attraverso le buone abitudini. La mia città è anche la tua città. Il cittadino è il custode non solo dell’interesse individuale e personale, ma soprattutto  del bene pubblico.  Ma non può limitarsi al ruolo, seppur importante, di sentinella.  Questo impegno si può esplicare dentro e fuori i partiti politici.  Siamo tutti convocati ad occuparcene.  

 

Sul crocifisso, pieno sostegno all’amministrazione di San Vito Chietino

8 dicembre 2009

DSC_6453Di seguito il comunicato stampa a sostegno della delibera adottata dall’amministrazione comunale di San Vito Chietino. Tale delibera riguarda l’assegnazione di un crocifisso in ogni ufficio del comune.

La polemica sul crocifisso a San Vito è stucchevole: esprimo pieno sostegno all’amministrazione Catenaro. Un simbolo della nostra civiltà: il crocefisso è il segno dell’identità cristiana dell’Italia e dell’Europa. 

E’ quanto afferma Francesco Piccirilli, segretario Provinciale Giovani Democratici che in un comunicato stampa esprime la sua solidarietà alla giunta sanvitese. 
Io penso che un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno: rappresenta un simbolo di accoglienza per tutta l’umanità. Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà. Non è questo, e non lo è nel sentire comune della nostra gente e della nostra comunità.
Invito pertanto l’amministrazione comunale ad andare avanti con la delibera e a non tenere conto di provocazioni frutto di visioni parziali ed ideologiche della società”.

Il razzismo nelle carceri: comunicato stampa dei Giovani Democratici Abruzzo

4 novembre 2009

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Di seguito pubblico il comunicato stampa di Marco Rapino, Segretario Regionale dei Giovani Democratici Abruzzo.

Dopo i ripetuti casi di violenza nelle carceri italiane e l’increscioso fatto accaduto nel carcere abruzzese di Teramo riteniamo importante sottolineare la necessità di tutelare la garanzia dell’incolumità per i detenuti.
“Quello che sta accadendo in Italia in questi mesi è grave – sottolinea Marco Rapino, Segretario Regionale dei Giovani Democratici – l’episodio accaduto nella struttura carceraria di Teramo, è un segnale di allarme, non possiamo permettere che passi inosservato. Il detenuto ha diritto alla propria incolumità e chi ha picchiato o consigliato come picchiare avrebbe dovuto tutelarlo”. Inoltre, condanniamo un evidente sentimento strisciante di razzismo che fa del male alla nostra Regione e al nostro Paese. “Quando una vita è affidata alla custodia dello Stato – Prosegue Rapino – la sua tutela deve essere garantita e salda. Ai detenuti non è attribuibile una riduzione dei diritti perché erroneamente considerati scarti della nostra società, questi episodi di violenza sottolineano una grave inosservanza, che mette a repentaglio il diritto di tutti, anche degli incensurati. Se qualcuno si sente in diritto di picchiare un detenuto oggi, ci sarà una riduzione della libertà di tutti domani”.
In questa occasione i Giovani Democratici d’Abruzzo annunciano anche una prossima iniziativa sul tema.“Noi chiediamo che chi ha sbagliato, sconti la sua pena con la società, fino all’ultimo dei giorni previsti dalla sentenza . Ma chi rappresenta lo Stato deve avere a cuore la sacralità della vita che ha in custodia, perché attraverso il comportamento equilibrato dello Stato, difendiamo gli onesti e miglioriamo la qualità della nostra Democrazia”.

Un invito particolare

3 novembre 2009

francesco-piccirilliDopo le recenti elezioni primarie è necessario far ripartire l’organizzazione giovanile. A tal proposito abbiamo convocato l’Assemblea Provinciale dei Giovani Democratici della Provincia di Chieti che si terrà giovedi 5 novembre a Lanciano in via del Verde n. 15 c/o sede PD.

Partecipate numerosi.

Francesco Piccirilli

Assemblea Provinciale Giovani Democratici

2 novembre 2009
Carissime/i,
è convocata l’Assemblea Provinciale dei Giovani Democratici della Provincia di Chieti il giorno giovedì 5 Novembre 2009 alle ore 17,30 presso la sede del PD di LANCIANO (CH) in Via del Verde n° 15.
Si tratta di una Assemblea aperta a tutti con il seguente ordine del giorno:

1) Elezioni Primarie: analisi dei risultati;
2) Scuola di Formazione Politica: un primo bilancio;
3) Realizzazione sito internet: contributi;
4) Iniziative politiche da intraprendere;
5) Costituzione circoli;
6) Varie ed eventuali.

L’occasione è gradita per un confronto sulle attività da mettere in campo: auspico pertanto la più ampia partecipazione.
Chiedo a tutte/i di estendere l’invito alle/agli amiche/amici.
Non mancate.
Con affetto

Francesco PICCIRILLI

Tiziano Treu a Cupello (Ch): “Il futuro è la Green Economy”

3 ottobre 2009

Ieri sera nella Sala Consiliare del Comune di Cupello (Ch) il Partito Democratico ha discusso con amministratori, sindacati, associazioni, imprenditori e cittadini delle misure urgenti per combattere la crisi economica devastante. All’iniziativa ha preso parte l’ex Ministro del Lavoro del Governo Prodi, il Sen. Tiziano Treu. Insieme a lui sono intervenuti il Capogruppo del PD alla Provincia, Camillo D’Amico, il Consigliere Provinciale Angelo Radica, il Sindaco di Cupello Angelo Pollutri ed il Segretario Regionale del PD, Silvio Paolucci.

“Stiamo attraversando la terza fase della crisi economica – ha dichiarato Treu – dopo quella finanziaria e quella industriale. Siamo nel bel mezzo della crisi occupazionale. Sono 35 anni che mi occupo del mondo del lavoro ed una cosa del genere non l’ho mai vista. Una crisi molto grave, devastante in alcune zone del Paese. Non basta più la Cassa Integrazione, si sta esaurendo ed i tempi per ottenerla in deroga a volte sono lunghi – continua l’ex ministro –  Le aziende non tengono più e chiudono. Occorre una Riforma universale degli ammortizzatori sociali, come abbiamo suggerito al governo già due anni fa. Deve essere un diritto non solo per le imprese, ma anche per i lavoratori interinali. Eppoi la prospettiva sulla quale tutti dobbiamo concentrare i maggiori sforzi è la crescita dei Green Jobs, i cosiddetti lavori verdi. Abbiamo degli esempi da imitare: la Danimarca, ad esempio, produce il 25 % di economia verde”.

Molto interessante l’intervento di Silvio Paolucci: ” La nostra regione – ha dichiarato il Segretario regionale del PD - deve scommettere di più sul capitale umano, sociale e naturale attraverso interventi verticali ed orizzontali. Bisogna investire di più sulle tre Università, sui talenti, sulla creatività e sulla ricerca”.

Sulla Laicità: intervista a Dario Franceschini

24 settembre 2009
Testamento biologico, ora di religione, diritti dei gay, ma anche i rapporti con il governo e con la Chiesa. La democrazia interna al partito. Di tutti questi temi parla il segretario Dario Franceschini in una intervista al settimanale ‘L’Espresso’ in cui indica un criterio guida: il principio della laicita’ dello Stato sancito dalla Costituzione.
D – Il popolo del Pd chiede piu’ laicita’ ai dirigenti del partito: c’e’ carenza della materia?.
FRANCESCHINI – ‘Abbiamo fatto la scelta di un grande partito con la consapevolezza che non sarebbe stato identitario, nascendo dall’incontro tra filoni culturali diversi. Un tempo ci saremmo divisi su altre questioni, oggi sono i temi eticamente sensibili ad appassionare. Pochi anni fa nessuno avrebbe saputo fare distinzione tra accanimento terapeutico, eutanasia, alimentazione forzata, oggi sono questioni di dibattito politico. E in futuro saremo sempre piu’ costretti a confrontarci con queste scelte’.
D – Il Pd su questi temi sembra diviso tra due strade: la spaccatura o il silenzio.
FRANCESCHINI – ‘Non e’ cosi’. La tentazione di tutti, non solo nel Pd, e’ di sedersi sulla propria verita’ e di sbatterla in faccia agli altri. E’ un errore tragico: la nostra sfida e’ abbattere quel muro, sarebbe un contributo positivo che il Pd darebbe alla societa’ italiana. Sulla cura delle malattie, la fine della vita, la liberta’ di ricerca, la liberta’ individuale i laici e i cattolici condividono le stesse speranze e le stesse paure. E noi dobbiamo muoverci secondo il rispetto della laicita’ dello Stato, previsto dalla Costituzione, accompagnato dal principio per cui nessun valore religioso puo’ diventare automaticamente norma dello Stato, tanto piu’ in una societa’ ormai multireligiosa come la nostra. Il miglior baluardo della laicita’ e’ un partito come il nostro che fa la sintesi’.

D – La puo’ fare lei, cattolico, sottoposto anche come politico alle pressioni della Chiesa?.
FRANCESCHINI – ‘Per i credenti a quei principi va aggiunto un altro: l’autonomia delle scelte politiche. La Chiesa ha diritto di intervenire, non si puo’ applaudirla quando parla di pace o di immigrazione e negarle la parola quando dice cose scomode sui temi etici. Ma la Chiesa non puo’ dire a un parlamentare come deve votare: e’ una scelta che appartiene all’autonomia del politico. Su questo punto rivendico una coerenza: la raccolta di firme tra i deputati cattolici dell’Ulivo sulla legge sui Dico e’ stata considerata da molti l’atto di nascita del Pd’.
D-Caliamo i principi in terra. Sul biotestamento al Senato avete inventato la cosiddetta posizione prevalente per far convivere tutte le anime, alla Camera che farete?.
FRANCESCHINI – ‘Discuteremo e decideremo. Fino a poco tempo fa su questi temi c’era solo la liberta’ di coscienza, in pratica significava che ognuno votava come voleva. La posizione prevalente e’ stata il superamento di quella linea.
Ora i tempi sono maturi per un passo ulteriore: il Pd deve discutere, poi pero’ deve decidere. La posizione del partito e’ una. Poi si rispettera’ chi, in coscienza, laico o cattolico che sia, non si sentira’ di condividerla’.
D – Sul punto chiave, il divieto di sospendere alimentazione e idratazione per il malato, il Pd come votera’?.
FRANCESCHINI – ‘Sul caso di Eluana Englaro la cosa piu’ bella l’ha detta il filosofo cattolico Giovanni Reale. La distinzione e’ tra farsi morire e lasciarsi morire. La prima e’ eutanasia, la seconda e’ la cosa piu’ naturale nel senso comune, chiedere di essere portati a casa quando si e’ vicini alla fine. E in questo caso la scelta della sospensione delle cure non puo’ che essere del diretto interessato o, in caso di sua impossibilita’, di chi l’ha amato, i suoi parenti d’accordo con il medico. Non si puo’ imporre con la forza alimentazione e idratazione come norme di legge. Lo Stato deve fermarsi fuori dalla camera di quella persona’.

D – La deputata Paola Binetti la pensa in modo diverso: si mette fuori dal partito?.
FRANCESCHINI – ‘Non e’ un modo di discutere. Rispetto chi non la pensa come me e chi ha una posizione diversa dal partito. Non si puo’ dire ‘fuori’ a chi ha un’altra idea’.
D – Ma Francesco Rutelli e altri parlamentari che pure appoggiano la sua candidatura sono lontani da queste posizioni. Non e’ una contraddizione?.
FRANCESCHINI – ‘Il Pd vive e ha motivo di esistere proprio perche’ al suo interno convivono diverse sensibilita’. E se qualcuno mi sostiene nella corsa alla segreteria lo fa per la complessita’ delle proposte che avanzo, non solo su temi etici ma sulle alleanze, sull’idea di partito. Altrimenti cadiamo nello schema di fare un congresso solo sulla questione della laicita’, sarebbe assurdo’.

D – Ignazio Marino, il terzo candidato, ne ha fatto una bandiera, con buoni risultati…
FRANCESCHINI – ‘E’ un errore caratterizzarsi sulla vita e sulla morte come strumenti di battaglia congressuale.
Significa rialzare quel muro che tutti dovremmo abbattere’.
D – Nell’Inghilterra del Labour depenalizzano il suicidio assistito,
in Spagna c’e’ la legge sull’aborto a 16 anni voluta dai socialisti, Obama da’ il via libera alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Non le sembra che in questo campo il Pd sia fuori linea nella sinistra progressista mondiale?.
FRANCESCHINI – ‘Sono temi delicati e diversi tra loro.
Ritengo, per esempio, che il suicidio assistito sia una forma di eutanasia cui opporsi senza esitazioni…’.
D – Molti elettori del Pd, pero’, sospirano: perche’ da noi non c’e’ Zapatero?.
FRANCESCHINI – ‘Chi aderisce al Pd condivide la consapevolezza che questioni come queste non possono piu’ essere confinate in un angolo dell’agenda politica e accetta il confronto. Di una cosa sono convinto: l’individualismo sfrenato e’ l’opposto del progressismo. In Italia l’incontro tra i cattolici democratici e la sinistra riformista e’ avvenuto sul terreno della solidarieta’, e’ il patrimonio del sentire comune della base del Pd. E’ questo che ci distingue dai disvalori della destra’.
D – Pillola abortiva Ru486, la destra chiede un’inchiesta del Parlamento: lei e’ favorevole o contrario?.
FRANCESCHINI – ‘C’e’ una legge sull’aborto che nessuno mette in discussione. Se c’e’ un modo meno invasivo per la donna di un intervento chirurgico perche’ opporsi? Bisogna certo evitare che essendo una pillola venga vissuta come un contraccettivo. Ma questo dipende dal modo di usarla’.

D – L’ora di religione: gli insegnanti di religione vanno esclusi dagli scrutini come prevede la sentenza del Tar? O ha fatto bene il ministro Gelmini a presentare ricorso?.
FRANCESCHINI – ‘E’ una materia che attiene ai rapporti tra Stato e Chiesa regolati da un Concordato. E fino a che esiste l’ora di religione va valutata come una materia uguale alle altre. Perche’ estraniare un docente dalla valutazione complessiva di uno studente?’.
D – La deputata Pd Paola Concia ha denunciato l’assenza degli omosessuali nei dibattiti della festa del Pd. C’e’ spazio per la cultura gay nel Pd targato Franceschini?.
FRANCESCHINI – ‘La lotta contro tutte le intolleranze e’ nel nostro Dna, ci mancherebbe altro che facessimo una discriminazione per genere o orientamento sessuale nel nostro partito’.

D – Coppie di fatto: riprenderete la battaglia?.
FRANCESCHINI – ‘In termini di contenuti, si’. Il riconoscimento dei diritti dei conviventi a ereditare, ad avere la titolarita’ di contratti di affitto, di curare il proprio convivente, non indebolisce affatto la famiglia fondata sul matrimonio. Sull’opportunita’ politica ho qualche dubbio: in questo Parlamento la destra ha la maggioranza, potrebbe essere un boomerang. Si parte per allargare i diritti e si rischia di restringerli’.
D – La destra berlusconiana e’ ancora la capofila dei valori cattolici?.
FRANCESCHINI – ‘La destra ha scelto spregiudicatamente di cavalcare i valori per qualche voto, salvo smentirli sul piano dei comportamenti personali e di dare una clavata in testa al direttore del quotidiano dei vescovi alla prima presa di distanza. E’ un altro inganno che sta per finire’.

…e l’arte del Lamento, basta cari ragazzi. Lavoriamo!

21 settembre 2009
Ai Giovani Democratici e non mi rivolgo con grande attenzione e dico: basta con questa storia che non facciamo mai niente. Si sta dando la possibilità a tutti di dare vita ad un sito internet aperto e dinamico dove poter dire la propria e costruire insieme una proposta politica di grande respiro. Abbiamo messo in campo questa iniziativa proprio per sopperire ad un deficit di confronto sui temi e sui problemi connessi ai territori. Oggi tutti possiamo e dobbiamo partecipare concretamente al progetto del Partito Democratico. Oltre ai congressi e convenzioni di circolo abbiamo questo formidabile movimento giovanile che necessariamente e senza tentennamenti deve “battagliare” e dire la propria. La vita di partito è necessaria per capire e crescere, per conoscere regole e principi che da sempre costituiscono la spina dorsale della partecipazione democratica nei circoli e nelle “antiche sezioni” di una volta. Oltre a questo, chi ha voglia di impegnarsi seriamente, deve capire che fuori esistono milioni di cose, problemi, eventi e storie di cui bisogna occuparsi. Qui ed ora. Con una grande voglia di fare. Senza lamentarsi. Senza sfuggire alle responsabilità. Torniamo al clima delle Feste Democratiche, dove i ragazzi cucinavano e servivano i tavoli. Umiltà, spirito di servizio, propensione all’ascolto, studio e analisi dei problemi. Sono elementi che anticipano le lagnanze. Smettiamola di fare i Professori e gli Scienziati della politica. Basta. Mettiamoci in gioco tutti i giorni. Nulla ci è dovuto. Gli spazi in politica si conquistano. No alla cooptazione. Si all’impegno. Per un mondo migliore. Ed ora, al lavoro. TUTTI !!!   
Francesco Piccirilli

L’Arcivescovo di Lanciano e la legge sulla fine della vita – La Cronaca di tutto Abruzzo e Molise Oggi

19 settembre 2009
LANCIANO – La legge sul fine vita rappresenta una misura di civiltà in un Paese democratico: non è un regalo che il governo di centrodestra fa alla Chiesa, come qualche politologo pensa scrive e afferma in questi mesi su tutti gli organi di informazione. Ha pienamente ragione, a mio avviso, il Presidente della conferenza episcopale italiana, Cardinale Angelo Bagnasco, quando afferma che “non è accettabile il diritto di morire”. Proviamo a porci una domanda di senso: dove risiede il valore della libertà, che qualcuno sostiene, in questo principio inedito (il diritto alla morte)? Ebbene, si tratta di una domanda complessa a cui è difficile dare una risposta compiuta. Su questa riflessione di un uomo di Chiesa interviene sulle colonne del Corriere della Sera di mercoledì 16 settembre il politologo italiano, Giovanni Sartori, il quale afferma che “l’unico diritto di libertà assoluto, che spetta soltanto a me perché è soltanto solitario, è il mio diritto di morire (di morte naturale) come scelgo”. Lui sostiene che la Chiesa “vuole negare la libertà di morire”. A questa tesi risponde l’Arcivescovo di Lanciano e Ortona, Mons. Carlo Ghidelli il quale, sullo stesso giornale di giovedì 17 settembre precisa: “se la società esalta pseudovalori e smantella i valori autentici, la Chiesa ha il dovere di parlare”. Non si tratta quindi di imposizioni, bensì di un contributo essenziale su un tema così delicato che non può essere celato sotto l’ombrello della libertà assoluta. “C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare” ammoniva Qohelet, così come “c’è un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per uccidere e un tempo per guarire…”. Questa antica sapienza umana, prima ancora che biblica, è parsa dimenticata. Qui non siamo di fronte ad un nuovo sanfedismo o ad un fondamentalismo religioso ritrovato. Stiamo parlando di vita e di morte. Nessuno può aprire scontri ideologici, sferrare una battaglia frontale su un evento che ci minaccia tutti e tutti ci attende come momento conclusivo della vita. Per una sola volta, mettiamo da parte le divisioni antiche tra laici e cattolici, che non hanno più motivo di esistere, e parliamo insieme del dono della vita, affinchè la società ritrovi un’etica condivisa e ciascuno possa vivere e morire nell’amore e nella libertà. Un principio, quello della libertà, sempre relativo.

Francesco Piccirilli

La Cronaca di tutto Abruzzo e Molise Oggi
Sabato 19 settembre 2009 – Pag. 18

Nasce la prima Scuola di Formazione Politica dei Giovani Democratici

13 luglio 2009

A San Vito Chetino si è svolto lo scorso 10 Luglio il primo incontro della Scuola di Formazione Politica promossa interamente dalla Segreteria Provinciale dei Giovani Democratici della Provincia di Chieti. Una novità assoluta sul panorama politico provinciale e regionale. Si tratta di un ciclo di 5 incontri che si terranno nelle città di San Vito Chietino, Vasto, Lanciano, Chieti e Ortona nei mesi di settembre e ottobre. Una scuola aperta a tutti, itinerante, inclusiva e non elitaria, interattiva e dinamica che nasce dal basso. Ringraziamo il Partito Democratico D’Abruzzo per il sostegno che ci ha dato nella realizzazione del progetto, che noi riteniamo sia molto ambizioso ma con delle basi solide.

Le coordinate utilizzate per la costruzione di questo progetto sono quelle tradizionali: il rapporto tra Stato e Mercato, l’equilibrio tra libertà individuali da una parte e diritti sociali e istanze ambientaliste dall’altra. Al centro, quindi, temi cruciali per il territorio: scuola e università; welfare e mercato del lavoro, ambiente e sviluppo energetico, sistema sanitario.
Una nuova classe dirigente non esista senza una adeguata formazione culturale e politica, perché la politica è tecnè, tecnica e sapere.
Le iscrizioni sono aperte e finora hanno aderito oltre 70 persone, la maggior parte delle quali ragazzi e ragazze di tutta la Provincia ma anche liberi professionisti.
Nel primo incontro, sul tema “Sono proprio tutti uguali? La Politica come forma dell’Etica”, dopo i saluti di Catia Manfrè, Segretario Circolo San Vito Chietino e di di Guerriero Giannantonio Vice Segretario Circolo, sono intervenuti Franco CARAMANICO (Consigliere Regionale PD),
Camillo D’ALESSANDRO (Capogruppo PD Consiglio Regionale), Alessandro MARZOLI (Consigliere comunale Chieti), Silvio PAOLUCCI (Segretario Regionale PD), Francesco PICCIRILLI (Segretario Provinciale Giovani Democratici Chieti), Marco RAPINO (Segretario Regionale Giovani Democratici), la Prof. Pino Ferraro ( Docente Filosofia morale Università Federico II Napoli). I lavori sono stati moderati da Amedeo FUSCO (Vice Sindaco di Scanno). Le conclusioni sono state affidate a Francesco PICCIRILLI, (Segretario Provinciale Giovani Democratici)